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Un anno di Iap, nel 2010 sono stati 958 i casi trattati

22/03/2011

L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, l’organismo di controllo della comunicazione commerciale cui aderiscono imprese utenti di pubblicità, agenzie di pubblicità e mezzi, ha chiuso l’esercizio 2010, 45° anno di attività, superando quota 20.000 interventi conclusi dalla sua costituzione nel 1966. Da allora sono stati 20.274 i casi trattati e risolti, dei quali 17.831 dal Comitato di controllo e 2.443 dal Giurì.

Nel 2010 il Comitato di controllo ha trattato 958 casi, in crescita rispetto agli 889 del 2009
, di cui 663 risolti in via breve (al termine di uno scambio di corrispondenza tra Comitato e azienda, prevenendo così il sorgere stesso del contenzioso); ha emesso 87 ingiunzioni di desistenza ed inoltrato 25 istanze al Giurì (che nell’84% dei casi hanno trovato conferma dall’organo giudicante quali messaggi ritenuti non conformi al Codice di autodisciplina). Da segnalare inoltre i 183 pareri rilasciati dal Comitato di controllo prima della diffusione del messaggio (furono 139 nel 2009), dato che conferma il lavoro preventivo svolto dal Comitato. 

Per quanto riguarda il Giurì, nel 2010 ha emesso 87 pronunce, di cui 25 su istanza del Comitato di controllo e 62 su istanza di parte (entrambe in aumento rispetto al 2009 quando furono rispettivamente 22 e 42). Basandosi l’intero sistema sul rispetto delle decisioni di inibitoria su base contrattuale, spicca come nel 2010 il 98,8% delle decisioni abbia avuto immediata esecuzione, mentre nell’1,2% si sia riscontrata un’inottemperanza, poi comunque sanzionata dal Giurì. Il 69,8% dei casi trattati dal Giurì è stato risolto tra 8 e 12 giorni liberi lavorativi, il 25,6% tra 13 e 16 giorni e solo il 4,6% dei casi ha richiesto oltre 16 giorni.

Con riferimento al tema della tutela e rispetto della dignità della persona, nel 2010 il 30,3% dei provvedimenti formali emessi dal Comitato di controllo ha riguardato la tutela del cittadino. E di questi, il 79,5% la tutela dell’immagine della donna. Proprio sul tema della tutela della donna e dell’integrazione tra interessi pubblici e controllo volontario della pubblicità ha dato il proprio contributo il Ministro Carfagna, il cui Dicastero ha recentemente firmato un Protocollo d’intesa con l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria.

 

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