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Osservatorio Findomestic Lombardia
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Osservatorio Findomestic Lombardia, crescono nuove forme e iniziative di consumo

27/01/2011

Nel 2010 il reddito pro capite in Lombardia si attesta a 20.826 € (+0,6% rispetto al 2009). La provincia di Milano (con 23.374 €) vanta il reddito disponibile pro capite più elevato a livello nazionale. In leggero calo la spesa per l’acquisto di beni durevoli, a quota 12.340 milioni di € (-1%). Calano gli acquisti di auto (-6,6%) e motoveicoli nuovi (-12,9%). Crescono più della media nazionale gli elettrodomestici bruni (+15,1%) e il comparto dell’informatica (+4%). Le difficoltà economiche dell’ultimo periodo favoriscono l’emergere di nuove forme e iniziative di consumo quali la banca del tempo, il car pooling e i gruppi di acquisto solidali (gas). Questi i principali risultati della 17a edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia, presentato oggi a Milano.
Nel 2010 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli si è attestata a 12.340 milioni di € (-1% rispetto ai 12.460 milioni del 2009). Il dato evidenzia come la contrazione dei consumi sia inferiore al calo registrato nel resto del Paese (media italiana: -2,2%).

I settori di spesa
• Auto e moto - Il comparto auto e moto nel 2010 in Lombardia si caratterizza per i seguenti risultati: sono stati spesi 4.258 milioni di € per l’acquisto di auto nuove (-6,6% rispetto all’anno passato) corrispondenti ad una spesa per famiglia di 991 €, 2.766 milioni sono stati destinati all’usato (+0,5% sul 2009) pari a 644 € per nucleo familiare e, infine, 374 milioni sono stati impiegati per i motoveicoli (-12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) che corrispondo a circa 87 € per famiglia.

• Mobili - Il comparto chiude l’anno facendo segnare una crescita del 2,7% per un totale di 3.019 milioni di €. Si tratta di un dato in linea con quanto registrato nel resto del Paese, dove l’aumento complessivo dei consumi rispetto al 2009 per questo tipo di beni durevoli si valuta attorno al 3%.

• Elettrodomestici - Nel comparto degli elettrodomestici bianchi e piccoli la spesa complessiva è stata di 702 milioni di € e, rispetto al 2009, questo segmento ha evidenziato una crescita dell’1,2%, al di sotto del dato nazionale (che si a attesta su una variazione del +4,7%). In controtendenza il risultato legato agli elettrodomestici bruni, che registrano un incremento largamente superiore alla media italiana (+8,8%) attestandosi a 924 milioni di € con una crescita percentuale del 15,1%.

• Prodotti Informatici - In crescita anche il settore dei prodotti informatici che, con 297 milioni di €, fa registrare un incremento della spesa del 4% (media nazionale +3,1%).

Le province
La Lombardia è in seconda posizione dopo l’Emilia Romagna per reddito pro capite, con un risultato medio regionale che, nel 2010, si è attestato a 20.826 €, in leggera crescita rispetto al dato dell’anno precedente (+0,6%). Il dettaglio provinciale evidenzia una situazione eterogenea: la provincia di Milano, grazie a un reddito di 23.374 € (in aumento dello 0,5% rispetto ai 23.258 € del 2009), detiene il primato non solo in regione ma anche a livello nazionale.

Inferiore di circa 3.000 € il reddito di Sondrio (20.376 €, con un incremento dell’1,2%), seguita da Cremona (19.975 €, +1% rispetto al 2009) e Mantova (19.808 €, in linea con il 2009). Leggermente inferiori i volumi di Varese che fa registrare 19.709 € (+2,3%), Lecco con 19.430 € (+1,5%), Pavia a quota 19.280 € (+0,8%) e Brescia con 18.878 € (-0,3%).
Chiudono la classifica Como con un reddito pro capite di 18.745 € (+1,4%), Bergamo, stabile a 18.492 € e Lodi a quota 17.297 €, in crescita dello 0,7% sul 2009.

Il settore dell’automotive delle famiglie lombarde ha presentato un andamento negativo per il comparto del 'nuovo' (auto nuove -6,6%; motocicli nuovi -12,9%), mentre si è leggermente consolidato (+0,5%) il segmento delle auto usate. Il dettaglio provinciale vede la provincia di Milano in prima posizione per l’acquisto di auto nuove con 1.669 milioni di €, seguita, ma con grande distacco da Brescia (553 milioni) e Bergamo (482 milioni); situazione simile anche nel mercato delle auto usate in cui la provincia della città meneghina si è attestata a quota 1.168 milioni di €, seguita ancora da Brescia (360 milioni) e da Bergamo (266 milioni). Milano è ancora una volta il traino regionale con 168 milioni investiti complessivamente nell’acquisto di motocicli nuovi, seguita da Bergamo (44 milioni), Brescia (38 milioni) e Varese (31 milioni), per citare le province più attive.

Le cifre del comparto mobili hanno inciso maggiormente sui bilanci familiari, dopo le spese per auto nuove. Milano è la realtà più consistente in termini di volumi di spesa con 1.237 milioni di € destinati a questo genere di beni durevoli (+2,5%). Seguono Brescia con 371 milioni (+3,5%), Bergamo a quota 326 milioni (+3,6%), Varese con 265 milioni (+2,1%) e Como che fa segnare consumi per 186 milioni (+2,7%). Leggermente più contenuti i consumi registrati a Pavia con 164 milioni di € (+2,5%), Mantova con 130 milioni di € (+2,7%), Cremona con 112 milioni di € (+2,8%), Lecco con 105 milioni di € (+2,7%), Lodi con 65 milioni di € (+2,3%) e Sondrio con 57 milioni di € (+2,9%).

I circa 702 milioni di € impiegati nell’acquisto di elettrodomestici bianchi e piccoli acquistati in Lombardia sono così suddivisi: 284 milioni sono stati impiegati a Milano (+1,1%), 88 milioni a Brescia (+1,3%), 77 milioni a Bergamo (+1,3%), 63 milioni a Varese (+1,3%), 42 milioni a Como (+1,3%) e 39 milioni a Pavia (+1,3%). Chiudono la classifica Mantova a quota 29 milioni di € (+1,3%), Cremona con 26 milioni di € (+1,3%), Lecco che fa segnare 24 milioni di € (+1,3%), Lodi con 16 milioni di € (+1,3%) e Sondrio con 13 milioni di € (+1,3%).

Per quanto riguarda l’acquisto di elettrodomestici bruni, è ancora Milano a far registrare i consumi più elevati con 374 milioni di € (+15%). Seguono Brescia con 116 milioni di € (+15%), Bergamo con 102 milioni (+15,1%), Varese a quota 83 milioni (+15,2%) e Como che fa segnare consumi per 55 milioni di € (+15,2%). Consumi inferiori si registrano a Pavia con 51 milioni di € (+14,9%), Mantova a quota 39 milioni di € (+15,3%), Cremona con 34 milioni di € (+15%), Lecco che fa segnare 32 milioni di € (+15,2%), Lodi con 21 milioni di € (+15%) e Sondrio con 17 milioni di € (+14,6%).

Il comparto informatica, infine, che nel complesso in Lombardia nel 2010 valeva circa 297 milioni di €, ha registrato consumi complessivi di circa 120 milioni di € a Milano (+3,9%), 37 milioni a Brescia (+4%), 33 milioni a Bergamo (+4,1%), 27 a Varese (+4,1%), 18 milioni a Como (+4,1%) e 16 milioni a Pavia (+3,9%). Chiudono la classifica Mantova con 12 milioni di € (+4,1%), Cremona con 11 milioni di € (+4%), Lecco con 10 milioni di € (+4,1%), Lodi con 7 milioni (+4%) e Sondrio a quota 6 milioni di € (+3,8%).


Tendenze nazionali che si riscontrano anche in Lombardia 
Secondo l’Osservatorio, in un contesto di precarietà le famiglie lombarde sono intenzionate a continuare ad acquistare, ma sono consapevoli che occorra farlo con maggiore prudenza e dopo essersi informate adeguatamente senza abbandonarsi alle emozioni.

Le difficoltà economiche dell’ultimo periodo favoriscono l’emergere di nuove forme e iniziative di consumo quali la banca del tempo, il car pooling e i gruppi di acquisto solidali (gas). La banca del tempo, che è una sorta di baratto di servizi per lavori di manutenzione, cucina, ripetizioni, baby sitting, è vista con interesse dai giovani e dalle donne. Il car pooling è considerato sempre più positivamente e ha superato la dimensione dei luoghi di lavoro ed ora, grazie ai social network, conosce una più ampia possibilità di diffusione. I 'gas' sono invece visti con favore dalle donne tra i 35 e i 55 anni e sono utilizzati per entrare in contatto con una rosa selezionata di produttori che offrono una qualità di beni migliore, in alcuni casi anche dal punto di vista ecologico, limando i costi di trasporto e di stoccaggio. Accanto a questa tipologia la crisi sta anche facendo emergere forme di cooperazione tra famiglie più orientate al risparmio che alla qualità. Si tratta di pool d’acquisto che mirano ad ottenere dai fornitori i prezzi all’ingrosso.

La necessità di sprechi e ridurre i costi ha anche aumentato il ricorso all’usato, che ormai non è più gestito all’interno della famiglia ma si è allargato a conoscenti e amici. Anche in questo il web è stato determinante per facilitare lo scambio non solo di oggetti ma anche di case in luoghi di vacanza. In un contesto di precarietà le famiglie della Regione sono quindi intenzionate a continuare ad acquistare cercando modalità aggreganti che consentano di risparmiare pur non rinunciando alla qualità.





 

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