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Ambiente, i consumatori chiedono azioni ai Governi

22/01/2009

Secondo una ricerca condotta da The Nielsen Company in collaborazione con la Oxford University, mentre ferve il dibattito sul mutamento climatico e il surriscaldamento globale, i consumatori sono divisi sulle azioni da intraprendere per limitare i danni all'ambiente, ma auspicano che i governi si facciano carico di questo problema di crescente rilevanza.

I consumatori in America Latina, la regione più interessata alla questione ambientale a livello globale, sono i più decisi e sostengono che i governi devono occuparsi della lotta al mutamento climatico. La metà dei consumatori dell'America Latina (52%) ritiene che i governi devono intraprendere iniziative per favorire la ricerca di soluzioni scientifiche e tecnologiche, ad esempio auto e abitazioni ad emissioni ridotte ed energia rinnovabile. Il 47% ritiene che i governi devono porre limiti alle emissioni di biossido di carbonio e altri agenti inquinanti da parte delle aziende. Più di un quarto (28%) sostiene che occorre stanziare cospicui investimenti governativi per migliorare i sistemi di trasporto pubblico.

A fronte di una media globale del 37%, gli abitanti del Nord America sostengono fortemente (45%) la necessità di riciclare i rifiuti quando possibile. Rispetto ad altre regioni, essi tuttavia dimostrano inferiore preoccupazione per i contribuiti individuali e governativi in tema di problemi ambientali. Gli abitanti del Nord America si posizionano ultimi rispetto alle altre regioni sotto il profilo del supporto per incentivi governativi (sussidi o agevolazioni fiscali) destinati ad individui che adottano comportamenti più o meno inquinanti. Solo l'11% degli abitanti del Nord America sostiene la necessità di limitare l'uso delle auto private, rispetto a una media globale del 20%.

Globalmente, due consumatori su cinque ritengono che i governi devono limitare le emissioni aziendali di biossido di carbonio e altri agenti inquinanti, e che i principali governi devono mettere in atto iniziative a favore della ricerca di soluzioni tecnologiche e scientifiche, ad esempio su auto e abitazioni a ridotte emissioni e sulle energie rinnovabili.

Più di metà dei consumatori in Repubblica Ceca, Vietnam, Filippine e Spagna appoggiano i propri governi per quanto riguarda la restrizione delle emissioni industriali di biossido di carbonio e altri agenti inquinanti, mentre più di metà degli abitanti di Lituania, Messico, Russia, Corea e Portogallo appoggiano progetti di ricerca guidati dai principali governi.

I cittadini europei hanno ottenuto le valutazioni globali più alte per quanto riguarda le azioni individuali, ad esempio l'isolamento delle abitazioni e l'acquisto di prodotti locali per ottenere cibi il più possibile 'a chilometri zero'. In Europa si trovano sette delle dieci migliori nazioni del mondo che sostengono l'acquisto di prodotti stagionali locali per eliminare l'inquinamento dovuto al trasporto. La classifica è guidata dall'Austria con il 40%, e dalla Svizzera con il 37% dei consumatori.

Un europeo su dieci ritiene che i proprietari di case devono isolare le proprie abitazioni per combattere il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico, mentre il 17% ritiene che le persone devono acquistare prodotti locali, se possibile. Nella classifica delle migliori dieci nazioni che si distinguono per l'isolamento delle abitazioni da parte dei proprietari, si trovano solo nazioni europee.
Un europeo su quattro (21%) è favorevole agli incentivi governativi che premiano le aziende che adottano comportamenti ecologici. La classifica è guidata dai consumatori finlandesi (31%).

Nel mondo, il 22% dei consumatori sostiene la necessità di adottare apparecchi elettrici, lampadine e impianti più efficienti dal punto di vista energetico. La classifica è guidata dai consumatori dell'Asia Pacifico (24%), in particolare Giappone (41%) e Hong Kong (35%). Più di un quarto (27%) dei consumatori in Asia Pacifico ritiene inoltre sia necessario limitare l'utilizzo di auto private, guidati dai consumatori giapponesi (37%) e cinesi (30%).

Quattro mercati del sud-est asiatico si classificano ai primi posti nel mondo nel sostenere la necessità di riciclare i rifiuti se possibile, guidati dagli abitanti di Filippine (57%), Malesia e Hong Kong (55%) e Singapore (52%).

 

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