Ragazzi 'connessi', un'indagine di Save the Children
09/12/2008
Il cellulare e la rete fanno ormai parte della vita quotidiana dei pre-adolescenti italiani che li utilizzano per sentire gli amici, tenersi sempre in contatto, condividere emozioni, affermare se stessi. Prevalente l’idea che questi media siano utili, facilmente gestibili e non particolarmente pericolosi, nonostante i ragazzi ammettano anche di aver tenuto comportamenti trasgressivi e provocatori - come fingersi altri (52%), utilizzare foto altrui (46% ), cercare materiale pornografico (35%) - o aver vissuto situazioni rischiose, come ricevere inviti da estranei (41%) o aver chattato con adulti (32%). Il tutto nella quasi totale assenza di divieti da parte dei genitori.
Sono alcune delle principali conclusioni emerse dalla ricerca 'Ragazzi connessi. I pre-adolescenti italiani e i nuovi media' realizzata da Save the Children insieme al Cremit - Centro di Ricerca per l’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un’indagine sul significato e la funzione che i ragazzi italiani fra gli 11 e i 14 anni attribuiscono a internet e ai cellulari e che documenta, in particolare, che tipo di utilizzo ne facciano, perché usino questi media, quanto li considerino pericolosi e quali siano, a loro giudizio, i comportamenti potenzialmente rischiosi.
Il telefonino è ormai ampiamente diffuso anche tra i pre-adolescenti: lo utilizza il 95% degli intervistati. Per quanto riguarda ciò che i ragazzi fanno con il telefonino, al primo posto troviamo l’invio di Sms (92%), quindi l’uso di giochi (76%), lo scambio di immagini (74,%), filmati (68%), foto (54%), navigare (33%). Nel caso dei filmati e delle foto il 76% filma e fa foto per ricordare un evento, il 73% per condividere foto/video con amici. Quanto invece all’impiego del telefonino per navigare, si tratta di una pratica minoritaria: solo il 16% del campione naviga tramite cellulare spesso o qualche volta e lo fa nella maggior parte dei casi per essere svincolato dalla postazione fissa del computer, quindi per essere connesso quando e dove vuole, o perché non ha a disposizione internet a casa.
Naviga e utilizza la rete l’86% degli intervistati. In generale, alla domanda su cosa usano e fanno questi pre-adolescenti su Internet, in cima alla lista mettono: i motori di ricerca (81%), seguiti da video e musica (70%), msn,( 59%), chat (53%), upload (49%), e.mail (47%), videogiochi (33%), forum, blog e social network (28%), skype (16%), acquisti e prodotti (15%), sondaggi e concorsi (11%). Inoltre, il 38% del campione dichiara di possedere un profilo personale in un social network. Tra i programmi di social networking, Msn Messenger è in cima alla lista di quelli più frequentati, seguito da Habbo, Netlog, Chatta.it e Badoo. Molto diffusi e in crescita risultano anche i blog: il 32% dei ragazzi ne possiede uno (nota4).
Il 74% degli intervistati dichiara di usare i social network per tenersi in contatto con gli amici abituali, il 50% per allargare il campo delle conoscenze. E poi, su e tramite Internet i ragazzi affermano se stessi ed esprimono la propria personalità. Non a caso i pre-adolescenti interpellati dalla ricerca utilizzano, molto spesso, foto personali (40%), foto scattate con amici (24%) e foto di personaggi famosi con cui tendono a identificarsi (23,5%). La scelta di immagini personali è determinata dall’intenzione di farsi conoscere e soprattutto di trovare amici con le stesse passioni (50%), di far conoscere i propri interessi (45%), solo secondariamente per catturare l’attenzione (16%) o provocare (3,6%).
Nel giudizio dei ragazzi internet è senz’altro molto utile (per niente inutile secondo il 58%) e facile da usare (per niente difficile secondo il 37%) mentre per ciò che riguarda la pericolosità, pochi lo definiscono molto pericoloso (6%) mentre per la maggioranza è abbastanza pericoloso (33%). Alla domanda poi se a casa i genitori pongano dei limiti o dei divieti rispetto al web, il 68% dei ragazzi dichiara di non ricevere per esempio alcun divieto a usare motori di ricerca, programmi di instant messaging (57%) o chat (51%).
Tuttavia alla domanda su eventuali rischi corsi da coetanei o su comportamenti trasgressivi e pericolosi da loro stessi tenuti in rete, il 52% dei giovani intervistati ritiene che i coetanei fingano di essere qualcun altro, il 51% che raccontino cose non vere, il 46% che pubblichino foto senza autorizzazione, il 41% che ricevano inviti da parte di estranei, il 35% che cerchino materiali pornografici, il 34% che chattino con persone adulte.
Alla domanda poi se loro stessi si siano trovati in una di queste situazioni, dice di sì il 25% del campione. Che dichiara anche di non averne parlato con nessuno, o al massimo con i propri amici, mentre rarissimi sono i casi nei quali si è deciso di confidarsi con fratelli o sorelle o ci si è rivolti direttamente ai genitori (le percentuali oscillano fra il 2% e il 5% dei giovani intervistati).
I primi e principali interlocutori dei ragazzi dovrebbero essere proprio i genitori. Ma spesso i ragazzi o non si confidano con nessuno o solo con gli amici. Sottolinea quindi Save the Children la necessità intervenire sul gruppo dei pari, con azioni mirate su di loro, attraverso campagne di sensibilizzazione e attività di promozione ad un uso consapevole e responsabile dei nuovi media condotte soprattutto a scuola.
In questa direzione va la campagna 'Posta con la testa' promossa dall'associazione che, attraverso due spot, vuole spingere i ragazzi a riflettere sulle conseguenze di alcuni atteggiamenti rischiosi, come postare una foto personale provocante, rendendola visibile a tutti. La campagna ha avuto l’adesione di La7 che dal 17 novembre sta veicolando uno dei due spot.
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