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Cremona/McCann Erickson: la crisi è pro giovani

04/12/2008

Sia per il loro talento, che per la maggiore accessibilità economica. E lo si sta già vedendo, risultando palese nel 2009. Perché il cambiamento delle agenzie deve essere strutturale, pena il non farcela. In occasione della prima giornata che la McCann Erickson dedica allo stagista, youmark ha affrontato il tema ‘generazionale’ con il suo direttore creativo Marco Cremona. Capendo che il problema è vero. Anche agli occhi di un giovane al vertice. 

Un gatto che si morde la coda. Anzi più code. Perché contro remano diversi elementi. In primo luogo la legislazione, ma questa ottenebra trasversalmente tutti i settori, tanto che in Italia il 45% della classe dirigente supera i 70 anni. Ma se in molti comparti artistici-creativi, vedi fotografia, letteratura, pittura, regia, l’età fa la differenza in positivo, in pubblicità ammazza

Vuoi perché qui è obbligatorio stare al passo con i tempi, vuoi perché le tecnologie cambiano più velocemente della mentalità, chi vuole sopravvivere da ‘over’ deve emergere. 

Tanto che l’insidia di definirlo un ‘mestiere a tempo’ è dietro l’angolo. Peccato, però, che nel lasso utile, quello di gloria, non si guadagni come in genere succede a chi in anticipo sa di buttarsi in una carriera a scadenza. Con il rischio di demotivare i giovani, inaridendo l’exploit di talenti. Non che all’estero si parta da nababbi, anzi. Gli inizi sono spesso addirittura gratis, ma probabilmente lì i giovani colgono opportunità e considerazione di altro respiro. 

Partendo sempre dal presupposto che la qualità dell’idea non è inversamente proporzionale all’aumentare dell’età. Ma anche che in Italia i reparti creativi hanno date di nascita medie nettamente superiori a qualsiasi altro paese. E il fatto non favorisce freschezza, dinamismo, proattività

 

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