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Denis Nalon, country marketing manager di Fujitsu Services
Il Magicmirror
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Serviti da uno specchio, misurati da un poster. E' il negozio del futuro

14/03/2008

Specchi che supportano le nostre scelte, dandoci informazioni. Sul prodotto, sul brand, sulle tendenze. Ma anche razionalizzando la gestione del magazzino, potendo essere direttamente interfacciati con esso, rispondendo pure in seno alle disponibilità, per taglie e alternative, di modello o colore. Addirittura suggerendo abbinamenti. Ma anche sfruttamento del punto vendita come media. Con i messaggi misurati, anche qualitativamente. Perché conoscere a fondo il cliente significa strategia. Dalla definizione della creatività alle scelte promozionali, dall’organizzazione dell’esposizione al crm. In occasione del’edizione 2008 di Promotion expo, in ‘onda’ a Milano dal 12 al 14 marzo, youmark ha disegnato con Denis Nalon, country marketing manager di Fujitsu Services, le tendenze tecnologiche per il negozio del futuro.

Il suo business è l’Information Technology, operando in diversi settori, dal pubblico al privato. Con la Fujitsu Services italiana a servire principalmente il retail, che rappresenta il 90% del fatturato. Dal Pos alla gestione centralizzata dei dati. Mentre l’evoluzione guarda alla tecnologia quale strumento per comunicare, come dimostrano i recenti lanci. 

In primo piano i prodotti finalizzati alla misurazione dell’audience nell’ambito del Digital Signage. Grazie all’accordo stretto con Quividi, realtà nata nel 2006 a Parigi per sviluppare soluzioni di misurazioni dell’audience per circuiti media out-of-home, con soluzioni software installabili su diverse piattaforme, fornendo dati in real time.

Ma anche quelli che puntano sulla comunicazione personalizzata e sull’emotività, grazie alla partenrship con Uniteam e Thebigspace. Con la prima si sono sviluppate soluzioni incentrate sui device per l’autenticazione biometrica Palm Secure. In parole povere, il rilevamento della conformazione venosa del palmo della mano, che è impossibile da riprodurre e resta unicamente propria nel corso della vita. Massima sicurezza, dunque, ma anche possibilità di far attivare dalla clientela servizi a valore aggiunto. Dalla comunicazione one-to-one al pagamento senza titoli di credito, mediante addebito sul conto o su una card prepagata associata al proprio profilo.

Con Thebigspace, invece, si punta all’experience design. Installazioni interattive, ambienti multi-sensoriali, avendo stipulato un accordo per la distribuzione in Italia della soluzione Magicmirror. Ossia uno specchio capace di riconoscere i capi di abbigliamento indossati dal cliente, fornendone svariate informazioni. Sul brand, sul prodotto e sullo stile. Ma anche suggerendo articoli alternativi, potendo essere interfacciato al magazzino.

Significa che il punto vendita, la rete di distribuzione, diventa media a tutti gli effetti?
“Questo si sapeva già. Il problema è la misurazione dell’audience effettiva e potenziale. Metodi deduttivi, come la quantificazione dei visitatori, piuttosto che il numero di scontrini di vendita non sono sufficienti. Perché è interessante andare a conoscere l’oportunity to see’, ossia quante persone avrebbero potuto vedere il messaggio, perché entrati in contatto con l’area che lo ospitava. Ma anche il numero di chi lo ha effettivamente guardato, ossia l’audience effettiva del poster, o del dispositivo, statico o dinamico. Senza dimenticare l’importanza di sapere chi sono, classificando il target, in modo da ottenere un primo livello di profilazione. Infine, l’attention time, ossia il tempo che è stato dedicato al messaggio, capendo l’adeguatezza o meno dei contenuti, valutando l’opportunità di forme e lunghezze”. 

Ma chi sono i vostri clienti?
“Questa tecnologia non è ancora operativa, sebbene abbia già vantato un milione di spettatori e raccolto diverse richieste di approfondimento. A seconda del contesto, il nostro riferimento può essere il retailer, la concessionaria, il centro media. Teoricamente anche le stesse marche, se non fosse per il problema dei margini, che già schiaccia la redditività delle loro vendite sul canale distributivo, sconsigliando investimenti aggiuntivi”. 

A chi serve conoscere la redemption e l’efficacia dei messaggi?
“ In primo luogo al marketing del retailer, che capisce se ha profilato in modo corretto il prorio cliente, anche perché i dati estrapolabili variano a seconda delle specifiche esigenze. Altrettanto utile è all’agenzia, o a chi si occupa delle scelte di comunicazione, che trova spunti per definire la tipologia dei messaggi. Ancora, per decidere le promozioni”. 

I costi?

"Difficile dare un valore medio, il prezzo, infatti, dipende dalla completezza del servizio richiesto, che può estendersi anche alla definizione creativa, grazie alla partnership con agenzie di pubblicità”. 

E il Magicmirror?
“Anche qui dipende dalle prestazioni, dalla necessità, o meno, di interfacciarlo con il magazzino, ad esempio. Diciamo che l’investimento base si aggira attorno ai 10.000 euro”.

 

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