Sei in: Youmark > Rubriche > News
rss

Global Workforce Study di Towers Perrin

12/12/2007

Un'impresa che adotti un comportamento socialmente responsabile, rispondendo alle aspettative economiche, ambientali, sociali di tutti i portatori di interesse, compresi i dipendenti, coglie l'obiettivo di conseguire un vantaggio competitivo e a massimizzare gli utili di lungo periodo. L’assunzione di responsabilità etica da parte delle imprese è un aspetto significativo per il 56% dei lavoratori italiani, entrando direttamente nella cosiddetta catena del valore e prospettando così l’utilizzo di nuove leve competitive coerenti con uno sviluppo sostenibile per la collettività. Lo dice il Global Workforce Study di Towers Perrin, che ha preso in esame un campione di quasi 90,000 intervistati che lavorano per grandi e medie aziende in 18 paesi.

Un prodotto, infatti, non è apprezzato unicamente per le caratteristiche qualitative esteriori; il suo valore è stimato in gran parte per caratteristiche quali le condizioni di fornitura, i servizi di assistenza e di personalizzazione, l’immagine e la storia del prodotto stesso. La consapevolezza dei produttori circa la centralità di tali fattori nelle dinamiche concorrenziali e la tracciabilità della catena dei processi di produzione stanno guadagnando l’interesse dei vari attori presenti sul mercato. All’interno del mercato globale e locale, le aziende sono percepite come enti che vivono e agiscono in un tessuto sociale che comprende vari soggetti, tra cui spicca sicuramente una società civile molto attenta all’operato imprenditoriale.

Oltre alla reputazione aziendale nella comunità di riferimento, altri aspetti che definiscono la capacità di un’azienda di trattenere il personale sono: la rapidità di supporto del manager nei confronti dello staff, la possibilità di influire sulla qualità del lavoro, dei prodotti e dei servizi, il livello di soddisfazione in relazione alle decisioni aziendali sulle risorse umane, possibilità interessanti di carriera e modelli di compensazione conformi alle aspettative.

I dipendenti italiani non credono che le aziende facciano abbastanza per offrire e soprattutto rendere visibili opportunità di crescita professionale e sistemi retributivi governati da criteri equi e coerenti. Solo il 17% pensa di poter progredire con un percorso di sviluppo professionale e solamente il 18% si sente ricompensato in base a regole del gioco chiare e rispettate da tutti. Questi sono due fattori per cui i lavoratori lasciano un’azienda e ciò significa che le aziende si devono attivare per incrementare la trasparenza nei percorsi di carriera e nell’elaborazione delle politiche retributive.

Se l’azienda che 'fa la differenza' è quella che si distingue per la capacità di trattenere il dipendente e motivarlo, c’è ancora molto da fare per creare un ambiente stimolante. Le leve HR vincenti sono influenzate anche dal mix di formazione e possibilità di carriera. I lavoratori italiani puntano a migliorarsi e a cercare nuove sfide professionali: 8 su 10 vogliono sviluppare le proprie competenze.

 

guarda tutte le News


Giorno Settimana Mese