Sei in: Youmark > Rubriche > Interviste


[vedi il film]

Pino Rozzi
rss

Ferrarelle: quando la gara portò a un nulla di fatto. Perché a vincere è la partnership

27/10/2011

In effetti quasi arzigogolata la faccenda. Nel senso (e lo ascolterete dalle stesse parole di Antonio De Caro direttore marketing e commerciale Ferrarelle, ma anche da quanto da Pino Rozzi, ad 1861United sostenuto) che tutto il rumore mossosi attorno alla fatidica gara dell’azienda col senno di poi potrebbe essere semplicemente chiacchiera. O meglio, la classica goccia che fa traboccare il vaso già pieno di un mercato stanco di essere sfruttato in gare al ribasso, non remunerate, che non fanno il bene di nessuno. Dal canto dell’azienda poi, contro chi la tacciava di incompetenza per non aver saputo trarre dalle cinque proposte in lizza una soluzione sposabile, si ribadisce l’esattezza della deduzione di allora. Perché l’obiettivo era uscire con un prodotto da mandare in onda, non con un partner. In nome di ciò giustificando pure la nebulosità del brief esposto, concentrato soprattutto nello stimolare i partecipanti all’interpretazione della marca e ricordando che suggerimenti e spiegazioni ulteriori non sarebbero stati ammessi, perché a inquinamento della competizione medesima. 

Insomma, seppur con perplessità sul perché le aziende si sentano quasi in dovere (o forse meno a rischio) di scegliere attraverso gara (piuttosto che seguire direttamente il loro fiuto identificando quell’agenzia che già a priori sanno potrà soddisfare le aspettative e con essa impegnarsi da subito in un lavoro condiviso), dobbiamo dare ragione al risultato, perché la piattaforma di comunicazione che ne è derivata veste in pieno gli obiettivi della marca. Con ironia, allegria, leggerezza e modernità

La campagna ve l’abbiamo già fatta vedere ieri. Certamente un passo avanti che unisce le linee di comunicazione degli ultimi trent'anni del brand guardando al futuro. Riportando in vita e animando il claim ‘liscia, gassata o Ferrarelle’ che direttamente fa leva sul prodotto, ma caricandolo dell’insieme dei valori che la marca rappresenta e su cui si era esclusivamente concentrato l’ultimo spot. Dunque Italianità e soprattutto equilibrio. Che non è mediazione, o mediocrità, quanto piuttosto espressione autentica del sé.

 

guarda tutte le Interviste


Giorno Settimana Mese