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Rapporto sul Credito alle Famiglie 2010 Unicredit, domanda più evoluta e consapevole

24/11/2010

Dal Rapporto sul Credito alle Famiglie 2010 di UniCredit emerge un miglioramento del profilo della domanda: più laureati e diplomati (62% nel 2009 rispetto al 57% nel 2007); minor dipendenza dall’affitto (80% non paga l’affitto rispetto al 74% nel 2007); reddito mediamente più elevato tra i richiedenti di credito (nel 2009 i redditi superiori a 1.250 euro sono il 54% rispetto al 45% del 2007).

Il prestito personale si conferma uno strumento finanziario trasversale alle diverse fasce di reddito, utilizzato nel 54% dei casi da chi possiede redditi medio o alti. Uno strumento sempre più legato alle esigenze della famiglia e funzionale a soddisfare quelle necessità legate ai diversi momenti e alle fasi della vita (il 73% di chi ha un prestito lo utilizza per ristrutturare casa, acquistare beni durevoli o realizzare progetti familiari).


Per i giovani e le neo-famiglie rappresenta un supporto immediato in prospettiva di redditi futuri (il 33% di chi ha un prestito ha meno di 35 anni), ma può servire anche per supportare spese straordinarie o nuovi progetti abitativi, soprattutto nelle fasce centrali di età (il 48% ha tra i 35 e 54 anni). La carta con un rimborso flessibile nel tempo, invece, si è diffusa maggiormente tra la clientela più evoluta e dinamica: giovani e con un livello di istruzione elevato (il 39% di chi ha richiesto e utilizzato una carta nel 2009 ha meno di 35 anni e il 72% è laureato o diplomato, 62% nel caso del prestito). La carta viene utilizzata circa una volta al mese per un importo complessivo annuo di circa 1.350 euro. Un utilizzo più basso rispetto a quello del bancomat (3,1 volte al mese) e della carta di credito (3,3 volte al mese). La carta viene utilizzata soprattutto per sostenere spese occasionali (circa nell’80% dei casi).


Per quanto riguarda l'analisi del mercato del credito alle famiglie in Italia, emerge come nel 2009 le consistenze di credito siano state pari a 551,7 miliardi di euro, con una variazione annua pari al 6,16%.



 

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