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Google aggiorna la policy sull’utilizzo dei marchi in Europa

30/08/2010

Google, a seguito di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, annuncia un aggiornamento delle proprie policy che regolano l’utilizzo dei marchi in Europa e nell’area europea di libero scambio (Efta). Attivo a partire dal prossimo 14 settembre, questo aggiornamento permetterà alle aziende che fanno pubblicità sul motore di ricerca di utilizzare i marchi come parole chiave. 

In base alle direttive precedenti adottate da Google in Europa, i titolari di marchi potevano presentare un reclamo per impedire l’associazione del loro marchio con annunci pubblicitari di terze parti. Questo cambiamento consentirà alle policy del sito di rispecchiare quelle già adottate dall’azienda in altre parti del mondo. 

Gli inserzionisti possono infatti utilizzare marchi di terze parti in Usa e Canada sin dal 2004, nel Regno Unito e Irlanda dal 2008 e in altri paesi dal maggio 2009. A seguito di questo aggiornamento, qualora un titolare di un marchio ritenesse che la pubblicità di terze parti associata al suo marchio ha l'effetto di confondere gli utenti sulla provenienza dei beni e servizi pubblicizzati, potrà fare una segnalazione a Google che dopo aver accertato rimuoverà l’inserzione. 

La policy di Google sui testi degli annunci rimane inalterata in Italia. Gli inserzionisti non possono utilizzare un marchio nel testo dei loro annunci qualora il titolare del marchio ne abbia richiesta esplicita protezione. Il cambiamento nelle policy sull’utilizzo dei marchi descritto riguarderà solo le parole chiave. 

Regno Unito e Irlanda rappresentano un’eccezione, dato che in entrambi i paesi la policy relativa ai testi degli annunci è in fase di aggiornamento. Dal 14 settembre, alcuni inserzionisti in questi paesi saranno in grado di utilizzare i marchi di terze parti anche nei testi dei loro annunci e anche se non sono i titolari dei marchi o non sono in possesso dell’esplicita autorizzazione dal titolare del marchio. Tra gli inserzionisti in questione vi sono rivenditori, venditori di componenti, parti compatibili o sostitutive e siti di informazione.

 

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