Arte contemporanea, la crisi la soffoca e non c'è 'cultura'
05/07/2010
Sono 13,5 milioni gli italiani appassionati all’arte in generale ma rispetto a due anni fa si dimezza l’interesse per la contemporanea che coinvolge solo un italiano su 10. Sebbene 9,5 milioni di italiani considerano questa forma d’arte una buon investimento economico,
diminuisce, in termini assoluti, anche tra gli appassionati, il numero di quanti acquisteranno
un’opera oggi o nel prossimo futuro. Lo dice l’Osservatorio Terna sull’arte contemporanea condotto dall’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione di Renato Mannheimer.
Secondo l'indagine, la crisi economica soffoca l’arte contemporanea e orienta l’attenzione degli italiani su altre questioni legate alla quotidianità, ma aumenta chi la considera un bene anticrisi. Una contraddizione che emerge dall’analisi 2010 del rapporto tra italiani e arte. Pesa ancora molto, inoltre, il giudizio dei 13,5 milioni di italiani che evidenziano la difficoltà, oggettiva o presunta, di accostarsi al settore e di quei 22,5 milioni che considerano quellacontemporanea una forma d’arte per soli intenditori.
35 milioni di persone non hanno chiara la differenza tra arte moderna e contemporanea e quest’ultima viene vissuta, soprattutto, come investimento economico. Le opinioni si spaccano sul giudizio che gli italiani hanno dell’arte contemporanea: il 59% riconosce canoni stilistici che reggeranno la prova del tempo, gli altri la considerano una moda passeggera che non verrà ricordata. Diviso a metà il giudizio sugli artisti, ritenuti dal 50% degli intervistati legati solo alla fama, prima che al talento e all’amore per l’arte.
Raddoppia però la percentuale di chi, 9,5 milioni di persone, considera quella contemporanea una buona forma di investimento quasi relegandola a fenomeno economico utile per le proprie tasche. Tra i 4,5 milioni di italiani interessati al settore, il 10% ha acquistato un’opera d’arte negli ultimi due anni e il 37%, circa 1,6 milioni di persone, prevede di acquistarne in futuro. Rispetto al 2008, oltre un milione di persone in meno. E scende contemporaneamente dal 18% al 9% il numero di italiani interessati alla contemporanea , sempre rispetto a due anni fa, quando venne pubblicata da Terna e Ispo la prima indagine pre-crisi sul rapporto tra italiani e arte.
Le motivazioni che creano interesse e condizionano l’acquisto sono tendenzialmente influenzate dalle difficoltà economiche e dipendono da criteri oggettivi come il valore dell’opera e dell’artista. Il desiderio di possesso, infatti, non è legato a canoni soggettivi come la soddisfazione personale e la bellezza dell’opera, solo il 7% degli italiani ritiene che possedere un’opera crei un senso di appartenenza ad una élite di persone colte.
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