Groupm, per l'Italia stima 2010 a +1,5%. Meglio che niente
20/04/2010
Una sintesi sull'andamento degli investimenti mondiali nel 2009 e alcune prime riflessioni sul 2010 fanno sperare in positivo. L'anno scorso, malgrado la crisi sono cresciuti gli investimenti di alimentari, bevande e cura persona. Per auto e finanza i cali maggiori. Nel 2010 la crescita sarà trainata dai mercati Usa e Asiatici.
Nonostante la recessione che ha colpito l’economia globale e il conseguente calo di circa il 7% (stima) del mercato pubblicitario mondiale, nel 2009 la spesa pubblicitaria dei settori merceologici che riguardano i beni di prima necessità - come alimentari, bevande e cura della persona - ha fatto registrare una crescita rispetto all’anno precedente. Per contro, gli investimenti del settore auto e dei servizi finanziari sono precipitati, mentre categorie come tempo libero, comunicazione e distribuzione sono rimaste stabili.
L’analisi, condotta da GroupM, ha inoltre evidenziato come gli investitori delle categorie del largo consumo (alimentari, bevande e cura della persona), che hanno investito con continuità nel 2009, sono stati premiati da una generale deflazione dei costi media. Tra i paesi analizzati, la Cina è risultata il paese protagonista della crescita nel largo consumo, grazie alla crescente importanza ricoperta dai prodotti confezionati nelle economie emergenti.
A parere di Adam Smith, GroupM Futures Director, la ripresa del mercato pubblicitario dipenderà tuttavia dal ritorno ai livelli di investimento del passato da parte di auto e finanza. Spiega infatti che 'il settore finanziario già utilizza i mezzi digitali. Le auto, come la maggior parte delle categorie merceologiche, ad oggi invece utilizzano il digitale in maniera ancora limitata. La ripresa del mercato darà l’opportunità di aumentare il peso del digitale nel media mix”.
Dall’analisi GroupM inoltre emerge che:
• gli investimenti pubblicitari del settore auto, che nel 2008 rapprensentavano il 7% del mercato globale, nel 2009 sono scesi al 6%
• gli investimenti nei servizi finanziari sono passati dal 6% di quota nel 2008 al 5% nel 2009
• i settori che hanno mantenuto una quota stabile sono stati il tempo libero (5%), la comunicazione e l’Information technology (6%) e la distribuzione (9%)
• i settori che invece hanno incrementato la propria quota (peraltro di meno di un punto percentuale) sono l’alimentare che è arrivato al 6,4%, le bevande al 4,3% e la cura della persona all’8,3%
Gli otto settori rappresentano circa il 64% del mercato rilevato su un campione di 17 paesi che valgono l’83% degli investimenti globali nel 2009.
E per il 2010 cosa ci dobbiamo attendere? Rispetto a quella del 2001, la crisi economica del 2009 oltre che concentrata sui settori auto e finanza è stata caratterizzata da un invenduto su tutti i mezzi. La sfida per la ripresa oggi dipenderà in larga misura da questioni economiche complesse che vanno dal consolidamento delle politiche fiscali nelle economie occidentali, alla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro e all’esaurimento dell’impulso positivo dato dagli incentivi per il cambio delle vecchie auto.
Nonostante ciò, la sensazione più diffusa è che si sia effettivamente più vicini a un’inversione di tendenza piuttosto che a un’altra flessione. "E alla performance positiva del 2010 dovrebbe contribuire anche l’Italia”, commenta Norina Buscone, vice president research di GroupM. “Abbiamo infatti assistito al ritorno del segno più in avvio d’anno, e se è vero che i primi due mesi si confrontavano con una situazione 2009 molto negativa è pur vero che le sensazioni che raccogliamo oggi dagli operatori del mercato continuano ad essere orientate verso una crescita. Come lo scorso anno, anche il 2010, sarà un anno caratterizzato dal permanere di una certa difficoltà del formulare previsioni e in questo momento le nostre proiezioni continuano a tenere conto della fragilità dell’environment economico all’interno del quale operiamo e si posizionano nell’intorno del 1,5% circa. Non stiamo parlando di andamenti che ci consentano di recuperare il terreno perduto, ma uscire dall’anno horribilis sarà già un buon punto di partenza”.
Le previsioni stilate a fine 2009 a livello mondiale per l’anno in corso sono di sostanziale stabilità con una crescita simbolicamente positiva. L’andamento dei primi mesi del 2010 suggerisce tuttavia maggior ottimismo grazie a un andamento migliore del previsto per il mercato Usa e il mercato Asiatico che potrebbe portare il +0,8% ad un +2/3%. Le economie mondiali contribuiranno in maniera diversa a questo trend: i paesi sviluppati continueranno a essere un freno per la crescita, mentre il nuovo mondo, ancora sottoesposto alla pubblicità avrà ampi margini di crescita. Considerando che Cina e India nei prossimi 5 anni raddoppieranno la spesa per i prodotti di largo consumo e beni durevoli, anche la loro quota nel mercato pubblicitario potrebbe passare dall’attuale 8% al 16% nel 2014.
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