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Campagna del Comune di Milano a difesa delle donne

04/02/2010

Sabato 6 febbraio si celebra la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), che si propone di collocare l’intangibilità del corpo femminile tra i diritti umani irrinunciabili e inalienabili. 

Il Comune di Milano, per la prima volta, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sul tema che durerà fino all’8 marzo - festa della donna - con l’affissione di mille manifesti 70x100 in tutta la città. 'Insieme per dire mai +' è lo slogan che, assieme ad altri progetti messi a punto dall’Assessorato alla Salute rivolti soprattutto ai genitori immigrati, ha lo scopo di porre l’attenzione, stimolare la discussione e il confronto su un fenomeno culturale che, proprio in conseguenza dell’intensificarsi dei flussi migratori, è sempre più presente in Italia, in Lombardia e a Milano, eppure ancora troppo ignorato.

L’Italia è la nazione europea con il più alto numero di donne infibulate, oltre 40.000, e Milano segna il picco più alto in Lombardia. Secondo una stima del ministero della Salute, che nel marzo 2007 ha emanato le linee guida per la prevenzione e la riabilitazione di donne e bambine sottoposte a mutilazione, le donne interessate dal problema sarebbero oltre 90.000, calcolando sia quelle che l’hanno già subita che quelle a rischio, tra cui circa 400 bambine, 3.500 ragazzine dai 14 ai 18 anni, poco più di 60.000 donne dai 19 ai 40 anni e circa 26.000 oltre i 40 anni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che nel mondo sono già state sottoposte alla pratica 130 milioni di donne e che 3 milioni di bambine sono a rischio ogni anno. Le vittime in Europa sarebbero 500mila. 

 

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