Imprese, tecnologia e internet, la fotografia dell'Istat
23/12/2009
L’Istat ha diffuso i principali risultati della rilevazione sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nelle imprese con almeno 10 addetti attive nell’industria e nei servizi. I dati sull’uso dell’ICT si riferiscono a gennaio 2009, mentre quelli sul commercio elettronico e sull’utilizzazione online dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione sono relativi al 2008.
I dati sono riportati secondo la nuova classificazione delle attività economiche Ateco 20071, e, con riferimento all’anno 2009, sono rilevate anche attività quali la fornitura di energia e di acqua, i ristoranti ed alcune attività a completamento del settore dell’intermediazione finanziaria e assicurativa. Tra le altre novità dell’indagine, l’inserimento, nella sezione dedicata al commercio elettronico, di alcuni quesiti di approfondimento relativi ai mercati di origine e destinazione degli scambi online e agli ostacoli e benefici percepiti.
La diffusione delle tecnologie informatiche di base nelle imprese industriali e dei servizi è ormai prossima alla saturazione. A gennaio 2009 il 96,2 per cento delle imprese con almeno 10 addetti ha dichiarato di utilizzare il computer e il 93,9 per cento di avere una connessione ad Internet. L’utilizzo della connessione ad Internet avviene in banda larga per l’83,0 per cento delle imprese. Meno diffuse risultano, invece, le tecnologie più complesse. Sempre a
gennaio 2009 un’impresa su cinque ha utilizzato la connessione mobile; l’impiego delle reti ha interessato mediamente il 21,9 per cento delle imprese per quelle Intranet ed il 15,0 per cento per le Extranet; i sistemi operativi open source sono stati utilizzati dal 13,1 per cento delle imprese, mentre la firma digitale è stata impiegata dal 20,2 per cento
delle unità.
Nel 2008 l’81,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti ha fatto ricorso a servizi offerti online dalla Pubblica Amministrazione, mentre circa il 75,0 per cento ha utilizzato servizi diversi da quelli esclusivamente informativi. Un’impresa su tre ha effettuato acquisti in rete, rispetto al 5,5 per cento impegnato nelle vendite online.
In generale, emergono divari tra le piccole imprese (meno di 50 addetti) e quelle di maggiori
dimensioni. L’utilizzo delle reti Intranet ha coinvolto il 18,3 per cento delle piccole, con quote via via crescenti al crescere della dimensione aziendale, fino a raggiungere il 73,2 per cento nelle grandi. Analogamente, l’utilizzo di reti Extranet ha interessato il 12,7 per cento delle piccole imprese e il 50,9 per cento di quelle più grandi. I sistemi operativi open source sono stati utilizzati dall’11 per cento delle piccole e dal 47,8 per cento delle grandi, mentre la firma digitale, rispettivamente, dal 18,5 e dal 43,4 per cento.
La distanza nelle scelte tecnologiche delle imprese di maggiori e minori dimensioni si riduce fortemente con riguardo a tecnologie ancora poco diffuse, come l’utilizzo dell’Rfid (13,8 per cento delle grandi imprese contro il 2,4 di quelle più piccole). All’aumentare del numero di addetti cresce la percentuale di coloro che utilizzano computer connessi alla rete informatica e, coerentemente, anche delle imprese che utilizzano le tecnologie per scambiare e integrare le informazioni raccolte sia tra funzioni interne all’impresa sia tra sistemi informativi di imprese partner.
Computer e reti
Nonostante l’elevata diffusione di personal computer, a gennaio 2009 l’utilizzo del supporto
informatico per lo svolgimento del proprio lavoro avviene per meno della metà del personale delle imprese con almeno 10 addetti (43,6 per cento), mentre un addetto su tre usa computer connessi alla rete. L’utilizzo delle tecnologie informatiche è differenziato per settore di attività economica, Settori tipicamente ad alta intensità tecnologica dei servizi, ad esempio le telecomunicazioni e l’informatica, come pure i servizi monetari e finanziari, raggiungono valori tra il 96,0 e il 99,0 per cento della quota di addetti che utilizzano computer. Su livelli inferiori si collocano, invece, il settore delle costruzioni (26,5 per cento), quello tessile e conciario (29,0 per cento) e i servizi di alloggio e ristorazione (24,4 per cento).
Il sito web delle imprese
A gennaio 2009 la presenza di un sito web coinvolge sei imprese su dieci, con incidenze molto più elevate per quelle di maggiori dimensioni. Nel Nord circa il 64,0 per cento delle imprese è presente nel web con un proprio sito, il 55,3 per cento nel Centro e il 49,3 per cento nel Sud e Isole. L’offerta di servizi tramite sito web evidenzia una relativa scarsità nei servizi più complessi, quali la personalizzazione dei contenuti del sito web, la possibilità di progettare prodotti da parte dei clienti online, di effettuare ordini e prenotazioni on-line (rispettivamente 2,3 per cento, 5,3 per cento e 14,7 per cento). La diffusione sul sito delle informazioni sulla politica in materia di privacy coinvolge il 36,3 per cento delle imprese, con percentuali che raggiungono valori anche superiori al 70,0 per cento per quelle coinvolte in attività creditizie o assicurative.
Gli acquisti online
Nel 2008 il 32,4 per cento delle imprese con almeno 10 addetti effettua acquisti online. Di
queste, il 56,9 per cento scambia attraverso il canale elettronico meno dell’1,0 per cento del valore totale degli acquisti e il 21,5 per cento tra l’1 e meno del 5 per cento. Il ricorso agli acquisti online risulta più frequente tra le imprese di maggiore dimensione (49,0 per cento) e tra quelle del Nord-ovest (circa il 37,0 per cento).
Da segnalare, inoltre, l’importanza del commercio elettronico per alcune attività economiche, in particolare per le imprese che operano nelle telecomunicazioni, nella fabbricazione di computer e per le agenzie di viaggio. Il 92,8 per cento delle imprese che acquistano online si indirizzano verso il mercato interno, con punte superiori al 98,0 per cento per i servizi postali, mezzi di trasporto e attività immobiliari. Il 31,9 per cento delle imprese acquista dai Paesi europei, con particolare riguardo al settore automobilistico, della fabbricazione di computer e delle agenzie di viaggio.
Ostacoli al commercio elettronico
Il 78,2 per cento delle imprese che nel 2008 non hanno effettuato vendite online segnala, tra i
maggiori ostacoli alla diffusione del commercio elettronico, la non adattabilità del prodotto o servizio offerto. Dello stesso parere sono le imprese che effettuano tale tipologia di vendita (37,7 per cento), le quali dichiarano che le caratteristiche del prodotto offerto sono un ostacolo all’espansione ulteriore del commercio online. In particolare, i settori delle attività manifatturiere e della fornitura di energia e di acqua sembrano meno propensi verso tale tipologia di scambio. Il secondo ostacolo segnalato dalle imprese è relativo alla sicurezza della transazione elettronica, ed è interessante notare come tale preoccupazione riguardi più le imprese che già effettuano vendite online (52,9 per cento) che le altre (39,6 per cento).
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