Sei in: Youmark > Rubriche > News
rss

Osservatorio Findomestic, ecco dove si spende

01/12/2009

Crescita a tre cifre nelle vendite di auto ad alimentazione alternativa (elettriche alimentate gpl e metano +186%) e quelle di decoder (+230%), aumentano le vendite di scooter di cilindrata superiore a 50cc (+9%), di elettrodomestici bruni (+16% - il comparto video segna +30%), di informatica (+7%) e di beni per la casa (+3%). L’uscita dal tunnel sembra essere ancora lontana per la gran parte degli italiani, Per fronteggiare la crisi si è disposti a tagliare su quasi tutto, non sull’istruzione, la salute e le spese alimentari. La spesa media natalizia 2009 è di 210 euro (190 nel 2008). I regali preferiti da ricevere sono l’abbigliamento, i libri, i gioielli, i biglietti per concerti, spettacoli e avvenimenti sportivi.

Lo rivela l'Osservatorio annuale di Findomestic Banca presentato oggi a Milano presso il Centro Svizzero di via Palestro. 

Se si immagina la crisi come un tunnel, il 40% degli intervistati pensa di essere a metà percorso, la stessa percentuale ritiene di non essere giunta a metà del guado e solo il 20% crede di essere in vista dell’uscita. Il maggior timore sembra essere quello di non disporre di abbastanza 'ossigeno' per arrivare alla fine. L’uscita dal tunnel sarà per la maggioranza degli intervistati contraddistinta da una ripresa lenta e faticosa, connotata da un serio problema occupazionale e da un conseguente aumento delle disparità sociali. 

La classifica dei sacrifici di fronte alla recessione è molto chiara: si comprimono le spese per i mobili, l’abbigliamento, i viaggi e le vacanze, il tempo libero e le collaborazioni familiari, ma non si fanno tagli su istruzione, spese alimentari e mediche. La famiglia è diventata una vera e propria mini azienda in cui si reagisce alla recessione in funzione di quanto si è stati colpiti, quasi sempre con una stretta sui costi, senza però dimenticare il morale e quindi con la concessione talvolta di beni consolatori: le gite, le vacanze brevi, qualche ristorante, un gelato, il Dvd a noleggio anziché il cinema.

I MERCATI
Il comparto auto chiude il 2009 con un calo contenuto dell’immatricolato del 2,7%
grazie al buon andamento della domanda dei privati favorita dagli incentivi stanziati a febbraio e nonostante la marcata diminuzione degli acquisti aziendali. Il segmento più penalizzato è stato quello dei diesel, che a ottobre segnava un meno 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il calo delle auto alimentate a benzina è stato del 15% circa nello stesso lasso di tempo, mentre le auto a gpl, a metano ed elettriche sono aumentate del 186% arrivando a costituire il 20% del totale dell’immatricolato. Le cilindrate medio piccole sono state quelle contraddistinte dalla maggiore dinamicità. 

Gli incentivi governativi assieme alla crisi internazionale hanno fortemente penalizzato gli acquisti di auto usate che hanno segnato una contrazione in volumi del 7% circa. Il settore dei veicoli a due ruote ha registrato una dinamica negativa. Nei ciclomotori di cilindrata 50cc il calo delle vendite è stato del 18% circa. Nel comparto delle moto di cilindrata superiore ai 50cc il calo delle vendite è stato più contenuto (-1%). Particolarmente positiva la performance degli scooter di cilindrata superiore ai 50cc con un aumento del 9% circa nei primi dieci mesi dell’anno. Mentre le difficoltà economiche delle famiglie e la mancanza di incentivi specifici hanno penalizzato l’acquisto di motorini per i giovani. I camper registrano una diminuzione del 30% nonostante gli incentivi volti a sostituire i mezzi più obsoleti. 

Il comparto dei beni per la casa segna un aumento dei volumi del 3% circa, che tuttavia si traduce in un calo di valore del 6% a causa di una diminuzione generalizzata dei prezzi del 9%. All’interno di questo settore i prodotti ad elevato contenuto tecnologico hanno evidenziato una buona performance smartphone, notebook tv e decoder, contrastata dalla dinamica negativa dei beni ad elevato importo e basso contenuto tecnologico (mobili e elettrodomestici bianchi). 

Il comparto dei mobili sembra aver toccato il fondo nel 2009 con una diminuzione in quantità del 10% circa, che si è tradotto in un calo in valore del 7% a fronte di prezzi in diminuzione del 2,5%. Le ristrettezze economiche non hanno consentito alle famiglie italiane di fruire degli incentivi statali. Anche il comparto degli elettrodomestici bianchi è stato caratterizzato da una marcata  sofferenza con diminuzioni in quantità e valore del 6% circa. Il segmento cottura è stato quello maggiormente penalizzato con una diminuzione del 10%, mentre quello del freddo ha risentito del contraccolpo delle spese fatte negli anni precedenti grazie agli incentivi. 

L’andamento dei piccoli elettrodomestici è stato anch’esso negativo con una contrazione dei volumi del 5% e del valore del 3,5% a fronte di una diminuzione dei prezzi del 2% circa. Gli elettrodomestici bruni hanno mostrato un trend in controtendenza con un aumento dei volumi del 16%, che si è tradotto in una diminuzione in valore del 4% a causa di una contrazione generalizzata dei prezzi del 20%. La star del comparto è stato il segmento video (+30%) con le vendite di Tv Lcd, il decoder (+ 230%), le Tv al plasma. In calo invece personal audio, audio Hi-Fi e car entertainment. 

Il comparto delle macchine fotografiche diminuisce dopo dieci anni di crescita, soprattutto per quanto riguarda le macchine compatte che costituiscono il 75% del mercato, mentre si salvano le reflex. L’andamento del settore ha evidenziato complessivamente una contrazione delle quantità del 5% circa a fronte di una diminuzione dei prezzi del 7% e del valore del 12%.
La telefonia mostra una dinamica positiva per ciò che concerne le quantità con un aumento del 9% circa, ma questo si traduce in una diminuzione di valore del 6% a causa di un calo generalizzato dei prezzi del 13,5%. Il comparto degli smartphone (vale il 16% del mercato) è cresciuto a tre cifre a discapito del cellulare. 

Il segmento dell’informatica conferma il trend negativo a causa dell’ennesima riduzione dei prezzi (-18,5%), ma anche soprattutto delle riduzioni degli investimenti da parte delle aziende. La contrazione dei volumi è del 7% e quella del valore del 13%. Nel 2009 le dinamiche deflattive hanno sostenuto la domanda di Pc, mentre l’avvento dei notebook (piccoli e poco costosi) ha vivacizzato il segmento dei Pc.

LA CRISI E I SUOI EFFETTI
La crisi perdurante ha accresciuto l’insicurezza individuale e relazionale dopo la preoccupazione iniziale che per alcuni soggetti è sconfinata nel timore di una totale perdita di controllo. Per la gran parte degli intervistati la situazione negativa non si è risolta e assomiglia a un lungo tunnel la cui uscita non appare a tutti a portata di mano. In questo contesto, relazioni, ritmi e consumi paiono più spenti e indistinti, causando un crescente senso di insicurezza personale

Fra i possibili rimedi scelti per reagire, ha prevalso quello di far leva sulle proprie capacità individuali per difendersi e contrattaccare a scapito di un approccio più civile, orientato a individuare forme di aggregazione e di solidarietà. Quando la crisi viene percepita come un pungolo al cambiamento, prevale comunque l’atteggiamento di risposta individuale e solo in un ambiente più acculturato la crisi viene vissuta come un momento per fare auto critica. In questo caso il cambiamento vorrebbe essere inserito in un contesto collettivo capace di captare questa disponibilità individuale, traducendola in forza collettiva positiva, basata su modelli sociali dotati di un senso di consapevolezza e responsabilità personale. 

L’insicurezza si rispecchia in un degrado dei rapporti di lavoro in ambito aziendale. I lavoratori autonomi temono un ulteriore ridimensionamento della situazione economica del Paese con conseguenti difficoltà professionali. Lo scontro generazionale si esacerba perché l’occupazione non è più una condizione normale legata ad un individuo sano e attivo, ma è ormai percepita come un bene raro, messo sempre più in discussione, che ognuno tenta di tirare a sé come se fosse una coperta troppo corta. La solidarietà si ritrova tra i parenti stretti e in famiglia che è vista come l’ultimo baluardo in cui trasmettere e conservare i valori. 

Se si esaminano le preoccupazioni degli italiani di fronte alla crisi, occorre segnalare che la criminalità e il mantenimento del posto di lavoro spiccano per importanza, soprattutto fra le donne e le persone con i livello di reddito e di istruzione più bassi. Il tema occupazionale è anche avvertito dai giovani, specie al Sud e nel Nord Ovest. Il timore per la delinquenza è fortemente percepito al Sud. Per la prima volta quest’anno emerge una nuova paura: quella per l’individualismo esacerbato, che si colloca al terzo posto fra le preoccupazioni degli Italiani.
Le minori entrate fanno temere per il mantenimento del tenore di vita anche se i prezzi non aumentano. Si ha più paura di indebitarsi eccessivamente piuttosto che non ricevere credito dalle banche. Allo steso modo sono temuti i rincari dei prezzi in generale e, in particolare, quelli dei servizi pubblici. Nel medesimo range si pongono altre due preoccupazioni: quelle relative all’ondata migratoria e quelle concernenti il declino dell’Italia rispetto agli altri Paesi. 

Gli effetti della crisi implicano un serio ripensamento del proprio concetto di qualità di vita. Rispetto all’anno scorso, è in aumento la categoria degli austeri che dal 48% passa al 59%. Quanti navigano a vista sono l’11%: una cifra stabile rispetto al 12% dell’anno precedente. Anche gli energici, ossia coloro che cercano di fronteggiare la crisi aumentando le entrate, sono stazionari, assestandosi sul 7%. Mentre sono in lieve aumento i resistenti, cioè quanti difendono ad ogni costo il benessere raggiunto, opponendosi a tagli e rinunce. 

La recessione agisce anche sui valori aumentando quelli relativi alla sfera individuale e familiare. Acquisiscono importanza l’avere fiducia in se stessi, il credere nella famiglia e il saper porre dei limiti alle nuove generazioni, la forza d’animo, l’ecologia, lo spirito di sacrificio, l’umiltà, la flessibilità e l’autonomia del fare. Restano stabili i valori fondativi come la solidarietà intergenerazionale, l’istruzione, la correttezza e l’onestà. 

La crisi ha anche influito sull’atteggiamento verso il credito al consumo. I beni che si ritiene debbano essere sostenuti dal credito sono sempre più quelli legati a necessità primarie spesso incomprimibili: case, salute, istruzione. Non vi è alcuna solidarietà verso coloro che si sovraindebitano soprattutto per acquistare beni voluttuari. Agli operatori si chiede chiarezza sul Taeg e nella proposta complessiva, l’assistenza post vendita e la possibilità di disporre di prodotti assicurativi che annullino il debito in caso di impossibilità a restituirlo.

 

guarda tutte le News


Giorno Settimana Mese