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Clima di fiducia dell’industria alimentare italiana - Terzo trimestre 2009
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Industria alimentare, migliora l'indice di fiducia

26/10/2009

Migliora, per il secondo trimestre consecutivo, la fiducia degli operatori dell'industria alimentare italiana. Nel terzo trimestre del 2009, l'indice si attesta a -2,8, guadagnando quasi quattro punti sul valore del trimestre precedente. Questo il risultato che emerge dall'indagine congiunturale trimestrale condotta da Ismea nel mese di settembre presso il panel dell'industria alimentare.

La congiuntura dell'industria alimentare italiana, caratterizzata dalla ripresa degli ordini, dalla contrazione delle scorte e da attese di produzione positive per l'ultimo trimestre dell'anno, riflette l'allentamento della crisi percepito da ultimo nel nostro Paese. Infatti, nel mese di agosto, la produzione industriale nazionale ha messo a segno una variazione mensile positiva di sette punti percentuali, confermando i primi segnali di ripresa degli ultimi tre mesi. In termini tendenziali, tuttavia - sulla scorta dei dati corretti per gli effetti di calendario -, lo svantaggio dell'intero settore manifatturiero rimane ancora elevato (-13%), a fronte del quale quello del comparto alimentare si conferma molto più contenuto (-4%).

A livello settoriale, gli indici evidenziano che il miglioramento congiunturale della fiducia ha interessato maggiormente l'industria dell'olio d'oliva, quella dolciaria, dei trasformati ortofrutticoli, dei prodotti da forno e della lavorazione del pesce. Negativa, invece, la congiuntura dei settori delle acque e delle bevande analcoliche, dei gelati e del riso.

I dati rilevati nell'ambito dell'approfondimento trimestrale sull'andamento della domanda delle industrie alimentari hanno infine messo in evidenza un generale miglioramento rispetto allo scorso anno: un grado di utilizzo degli impianti più spinto - con margini di impiego ancora disponibili -, un livello più elevato di produzione assicurata dagli ordini in portafoglio e un orientamento prevalentemente positivo degli operatori circa l'andamento futuro a 12 mesi di prezzi e ordini, sia nazionali che esteri, attestano infatti una discreta dinamicità della domanda attuale e futura.

 

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