.it, parte la campagna del Registro dei domini/Cnr
20/10/2009
Parte la campagna di comunicazione del Registro dei domini gestito dal Cnr che punta a diffondere la cultura di internet e la conoscenza del suffisso .it. Un’analisi sull’uso della rete delinea infatti un quadro in chiaroscuro: opinion leader e imprese registrano spesso i propri domini, molto meno i cittadini.
Ma che siano imprenditori, opinion leader o semplici utenti, tutti i navigatori del nostro paese associano a internet prima di tutto il suffisso ‘.it’ e apprezzano che a gestire l’anagrafe dei domini italiani sia un ente ritenuto 'serio e affidabile' come il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
È uno dei risultati dell’indagine sulla conoscenza e sull’utilizzo della rete, condotta dalla società Pragma per conto dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr), che vuole delineare lo scenario dal quale prenderà il via, il prossimo mese, la campagna di comunicazione del Registro .it, l’organismo dell’Iit-Cnr che in Italia assegna e gestisce tutti i domini .it.
Obiettivo dell'iniziativa, contribuire alla diffusione della cultura di internet in Italia e a un uso consapevole della rete, nonché valorizzare i nomi a dominio a suffisso .it, intesi sia come bene aziendale sia come simbolo del made in Italy. La campagna di comunicazione del Registro, curata da Light, prevede due fasi. La prima, che partirà a novembre, interesserà quotidiani ed emittenti radiofoniche e sarà rivolta a un pubblico generalista; la seconda, tra gennaio e febbraio, sarà focalizzata su imprese e professionisti e coprirà radio e periodici. Sempre nel 2010, partirà anche l’iniziativa del Registro .it nelle scuole: 3.000 istituti superiori italiani parteciperanno al quiz che trasforma la registrazione dei domini .it in un gioco interattivo aperto a tutti gli studenti, ovviamente online.
Dall’indagine di Pragma, con 2.150 interviste (1.200 alla popolazione, 800 alle aziende e 150 agli opinion leader), si rileva che se usa la rete il 66,8% delle aziende, la percentuale sale fino al 93% quando le imprese hanno più di 5 addetti, sono nel Nord Italia e operano nel settore immobiliare. Gli opinion leader (giornalisti, parlamentari, funzionari della pubblica amministrazione, esponenti del mondo universitario e della cultura) si informano e scambiano informazioni sul web pressoché quotidianamente quasi senza eccezioni: 98,7%. Per il campione relativo alla popolazione, invece, la penetrazione di internet non va oltre il 52,6% (meglio gli uomini delle donne, i più giovani e scolarizzati).
Per quanto riguarda i domini, ne possiede uno proprio l’84,4% delle imprese intervistate, ma solo un terzo circa dei cittadini e degli opinion leader. Anche la posta elettronica personalizzata (gli indirizzi associati al proprio dominio e non a un provider generico) non ha ancora sfondato: la possiede solo metà delle imprese e appena l’1,4% dei cittadini.
Il suffisso italiano è comunque il punto di riferimento dei titolari di un nome a dominio: l’82,2% ha un nome .it. E praticamente la totalità del campione intervistato, pensando a internet, vi associa l’estensione .it: l’associazione immediata al concetto di “italianità” lo fa preferire al dominio generico .com, considerato a vocazione più commerciale. Nonostante i numeri, a livello mondiale, siano diversi (1,8 milioni di .it registrati, oltre 80 milioni di .com) a livello nazionale, in termini assoluti di conoscenza e gradimento, la battaglia tra le targhe del web ha, del resto, come contendenti solo .it e .com).
Per quanto riguarda la valutazione del ruolo che il Cnr assume quale gestore del Registro .it, l’anagrafe dei domini italiani, il legame è sconosciuto ai più ma, una volta conosciuto, viene valutato positivamente dal 67,4% dei cittadini, dal 55,2% delle imprese e dal 78% degli opinion leader, per la sua serietà e affidabilità. Il servizio di registrazione dei domini .it, nato e cresciuto all'interno del Cnr, farà anche da volano per la ricerca: sosterrà infatti direttamente il lavoro di giovani ricercatori.
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