Sei in: Youmark > Rubriche > Trend
Previsioni per l'economia italiana - quadro riassuntivo
Rapporto Isae - Le previsioni per l’economia italiana -
rss

Rapporto Isae, fra l'estate e l'autunno una svolta

24/07/2009

L' Istituto di studi e analisi economica ha presentato ieri le sue previsioni per l'economia italiana. La fase peggiore del ciclo dovrebbe essere stata superata anche in Italia. Nelle famiglie si arresta il crollo della fiducia.  

Dopo il prolungato periodo di caduta, la congiuntura mondiale sta mostrando un graduale miglioramento. Tendenze più incoraggianti si sono manifestate nei mercati finanziari e monetari. Valutazioni meno negative sono emerse nelle indagini sulla fiducia di imprenditori e consumatori delle principali economie. La caduta dell’attività industriale è rallentata in Europa e negli Stati Uniti. Consistenti segni di rafforzamento ciclico si sono materializzati in Asia, dove la Cina è tornata su un sentiero di crescita sostenuta

La ripresa si preannuncia comunque lenta soprattutto nelle economie avanzate, dove l’assottigliamento dei canali creditizi, i processi di deleveraging nel settore privato e le ricadute della recessione sul mercato del lavoro tenderanno a frenare la dinamica della spesa interna. 

Nelle stime Isae, a un primo semestre 2009 negativo per l’economia internazionale, farebbe seguito dapprima un assestamento e poi un lento miglioramento a partire dai mesi estivi. Nella media del 2009, il prodotto lordo mondiale si contrarrebbe dell’1,7% per poi accelerare al 2,5% nel 2010. Nel corso di quest’anno, alla recessione dei sistemi industrializzati (-3% negli Stati Uniti e -4,7% nell’area euro), si accompagnerebbe il sensibile rallentamento delle economie meno sviluppate. 

Nel 2010, sarebbero i paesi emergenti dell’Asia (+6,4%) a fornire la spinta principale alla ripresa internazionale. Le economie avanzate pur in rafforzamento conseguirebbero, in media d’anno, risultati di crescita ancora sostanzialmente modesti. Negli Stati Uniti, il Pil aumenterebbe dello 0,9%, nell’area euro rimarrebbe sostanzialmente stagnante. Il commercio internazionale, ridottosi molto più del prodotto lordo mondiale nel 2009 (-14% circa nella stima ISAE), dovrebbe fornire segni più consistenti di risveglio, segnando un rialzo di circa il 4%, venendo sospinto dall’accelerazione degli scambi della regione asiatica. 

Anche nel nostro Paese, gli indicatori congiunturali più positivi del recente periodo evidenziano l’attenuazione della caduta produttiva. Gli indici anticipatori del ciclo economico elaborati da varie istituzioni hanno preso a segnalare un possibile punto di svolta per l’economia italiana tra l’estate e l’autunno. Le condizioni congiunturali sembrano in via di progressiva stabilizzazione nell’industria. 

La fiducia delle imprese ha arrestato nel mese di marzo la discesa che durava da oltre un anno, riportandosi a inizio estate sui valori medi 2008. I segnali di tipo qualitativo nell’industria manifatturiera sono stati affiancati, nei mesi primaverili, da prime indicazioni meno sfavorevoli anche sotto il profilo quantitativo. La caduta della produzione industriale si è interrotta in aprile-maggio. Ciò non impedirebbe un secondo trimestre ancora in discesa, ma potrebbe preludere a un rimbalzo nel periodo luglio-settembre. 

Sul fronte della fiducia delle famiglie, le rilevazioni Isae evidenziano la prosecuzione della tendenza al rialzo in atto da alcuni mesi. Sono risultate in aumento le valutazioni dei consumatori sul quadro economico generale e sull’andamento futuro. Si sono attenuate le preoccupazioni degli intervistati sulle condizioni del mercato del lavoro, dopo il notevole aumento verificatosi dalla metà dello scorso anno. Si sono confermate, al contempo, in discesa le attese delle famiglie circa il ridimensionamento della dinamica inflazionistica. 

Le indicazioni congiunturali segnalano quindi che la fase peggiore del ciclo dovrebbe essere stata superata anche in Italia. L’avvio della ripresa avverrà tuttavia con molta gradualità, evidenziandosi nelle cifre medie annue solo a partire dal 2010. L’inerzia che caratterizzerebbe il recupero ciclico italiano riflette quella prevista per la domanda internazionale

In particolare, il secondo trimestre del 2009 sarà ancora negativo, a causa del trascinamento derivante dalla caduta di gennaio-marzo. Un segno positivo nell’evoluzione del prodotto lordo dovrebbe tornare a evidenziarsi a partire dal terzo trimestre. Nella media del 2009 il Pil si ridurrebbe, secondo i dati aggiustati per il calendario, del 5,3%, del 5,2% in termini grezzi. 

Sulla dinamica del 2010 influirebbe il progressivo rafforzamento del commercio mondiale. I provvedimenti decisi dal Governo nella manovra estiva contribuirebbero a dare sostegno alla domanda interna. Il Pil aumenterebbe nel prossimo anno dello 0,2%, nei dati corretti per il numero di giorni lavorativi, dello 0,3%, non effettuando l’aggiustamento per il calendario. 

I consumi si ridurrebbero del 2,2% quest’anno, per poi rimanere quasi stagnanti nel successivo (+0,1%). Il reddito disponibile delle famiglie verrebbe penalizzato dalle meno favorevoli condizioni del mercato del lavoro. Le misure di bilancio a favore delle fasce più deboli consentirebbero di attenuare il peggioramento. Le spese per investimenti diminuirebbero quest’anno in misura significativa (-11,2%), risentendo del deterioramento del ciclo economico, della diminuzione dei profitti e delle più
onerose condizioni di finanziamento. 

Le importazioni di beni e servizi dovrebbero diminuire del 13,8% nel 2009, per poi crescere del 2% nel 2010. A seguito di questi andamenti il contributo della domanda estera netta alla variazione del Pil da negativo nel 2009 (per 1,3 punti percentuali) diverrebbe nullo nel 2010. 

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si prevede che, nella media del 2009, a fronte di un calo complessivo delle unità di lavoro equivalenti a tempo pieno del 2,7% (pari a circa 664.000 unità in meno rispetto al 2008), il numero di persone occupate dovrebbe flettere dell’1,3% (circa 300.000 posti di lavoro in meno). Per gli
effetti di trascinamento e i ritardi con cui il ciclo si riflette sul mercato del lavoro, la flessione dell’input di lavoro proseguirebbe nel prossimo anno, pur se in misura meno marcata rispetto all’anno precedente (-0,8%). 

Nella media del 2009 la dinamica dei prezzi al consumo risulterebbe pari all’1%, 2,3 punti percentuali in meno rispetto al 2008. Nel 2010, l’incremento dei prezzi al consumo sarebbe pari al 2%. Il differenziale con i partner dell’area euro risulterebbe sfavorevole all’Italia in entrambi gli anni della previsione e pari rispettivamente a sette e a otto decimi di punto percentuale. 

 

guarda tutti i Trend


Giorno Settimana Mese