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Italia paese che gioca

02/07/2009

Sono 30 milioni gli italiani che giocano, il sistema-gioco ha fatturato nel 2008 circa 47,5 miliardi (pari al 5% dei consumi delle famiglie), per il triennio 2009-2011 è prevista una crescita del 15% annuo, il settore occupa oltre 70mila dipendenti, gli investimenti immateriali dei concessionari sono pari a 5,4 miliardi, il gioco clandestino sottrae 4,5-6 miliardi. Questi i principali dati emersi dalla ricerca del Censis 'Gioco Ergo Sum' sull’evoluzione dell’industria e del mercato dei giochi in Italia presentata oggi a Roma nel corso di un convegno promosso dall’Associazione Giochi e Società in collaborazione con Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici.

Dalla ricerca del Censis emerge la dimensione industriale del sistema-gioco che nel 2008 ha fatturato 47,5 miliardi di euro pari al 5% dei consumi delle famiglie italiane. La filiera industriale e di servizi che si colloca dietro le giocate si è sviluppata negli ultimi anni con ritmi esponenziali grazie anche all’introduzione di nuove tecnologie. 

Le previsioni dei concessionari indicano in +15% il trend dei prossimi due anni, un’evoluzione che nei primi cinque mesi di quest’anno ha subito una forte accelerazione con il poker online. Il Rapporto del Censis evidenzia inoltre l’impatto economico del settore sui bilanci delle famiglie. Il 68% degli importi giocati viene redistribuito tra gli stessi giocatori e il saldo netto per il sistema economico è stato nel 2008 di circa 14,8 miliardi. 

Per quanto riguarda l’occupazione, si stima che il settore propriamente industriale e dei servizi avanzati comprenda 10-15mila addetti, mentre nel segmento della distribuzione di dettaglio sempre più articolata (bar, tabaccherie, edicole, ristoranti, etc.) si può stimare la presenza di 70mila unità di lavoro. 

Sul piano dello sviluppo tecnologico l’analisi del Censis (realizzata con il contributo di Confindustria Servizi Innovativi e attraverso un sondaggio condotto presso 15 concessionari Aams) fornisce alcuni indicatori: valore aggiunto aggregato di 2,5 miliardi di euro e investimenti immateriali (sostenuti nel triennio) pari a 5,4 miliardi, con una percentuale di investimento in ricerca e sviluppo pari allo 0,6% del fatturato contro una media di 0,3 degli altri settori. Nel corso del convegno sono stati inoltre analizzati i problemi legati ai giochi illegali dove secondo la ricerca del Censis la stima del sottratto è compresa tra il 15% e il 20% pari a 4,5-6 miliardi di euro.

 

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