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Per lo Iap nuovi soci ordinari e sostenitori

09/06/2009

Si è tenuta di recente l’Assemblea dell’Istituto Autodisciplina Pubblicitaria che, oltre ad approvare i documenti contabili, ha provveduto a nominare i componenti del Consiglio Direttivo e della Commissione di Studio per il biennio 2009/2010, nonché il collegio dei Revisori. L’Assemblea ha inoltre approvato l’ingresso di due nuovi soci ordinari: Iab Italia – Interactive Advertising Bureau e Assofin - Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare. 

L’ingresso di Iab Italia nella compagine associativa marca un avanzamento della presenza autodisciplinare nel mondo di internet. Assofin, attiva nei comparti del credito al consumo ed in quello immobiliare, ha chiesto invece di entrare nello Iap anche per il particolare interesse verso il controllo preventivo delle campagne pubblicitarie offerto da una apposita sezione del Comitato di Controllo, come espressione di impegno verso una comunicazione più corretta e trasparente.

L’assemblea ha inoltre approvato l’ingresso di tre soci sostenitori. Questa nuova figura associativa consente di ampliare la partecipazione allo Iap anche verso coloro che attualmente non sono parte del sistema, contribuendo a rafforzarlo ed ampliando la giurisdizione dei suoi organi grazie al vincolo associativo. Si tratta di Federpubblicità - Federazione Sindacale Operatori della Pubblicità, che nasce nell’ambito della Confesercenti con l’obiettivo di estenderne la rappresentanza sindacale; Gruppo Finelco, che opera prevalentemente nel settore radiofonico attraverso tre emittenti nazionali (105, Rmc, Virgin); e  Rtl 102.5 - Emittente radiofonica nazionale.

L’assemblea ha infine dato indicazioni al Consiglio Direttivo sulle direttive generali di attività. I principali obiettivi che l’Istituto si prefigge di raggiungere ancora nel prossimo esercizio, in parte raggiunti in quello trascorso, sono: continuare a sviluppare la funzione preventiva ponendo l’Iap al servizio delle imprese nell’ottica di aiutarle a prevenire l’insorgere di controversie tra di loro sia l’intervento repressivo delle varie autorità preposte al controllo della comunicazione commerciale; allargare la base associativa sia nell’area dei new media che in quella di nuovi soci sostenitori; incrementare il dialogo con le autorità di controllo per garantire alle imprese un quadro coerente di sistema.

Sul fronte delle regole, approvata l’integrazione dell’art. 10 CA - Convinzioni morali, civile, religiose e dignità della persona - entrato in vigore l’8 giugno 2009 - che nella nuova versione riporta il riferimento al divieto di discriminazioni, in particolare di genere, e l’eliminazione del termine cittadini. Il nuovo testo è dunque il seguente:
“La comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose. Essa deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione.” 

Con questa modifica l’Autodisciplina pubblicitaria italiana accoglie in pieno le indicazioni scaturenti dalle istituzioni europee, come ad esempio quelle contenute nella risoluzione del Parlamento Europeo del 3 settembre 2008 su 'l’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini'. Il Parlamento considera particolarmente importante che 'la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche e/o giuridiche vincolanti e dai codici di condotta esistenti che proibiscono la pubblicità che trasmette messaggi discriminatori o degradanti basati sugli stereotipi di genere o che incita alla violenza'. Esprimendo quindi una lungimirante legittimazione dei codici di autodisciplina a patto che gli stessi intervengano efficacemente sulla questione.

Approvato poi il documento Easa - European Advertising Standards Alliance - che formalizza l’impegno per un intervento sempre più diffuso nel mondo della comunicazione digitale. Il documento, risultato delle discussioni tenute dall’Easa con il mondo dell’industry pubblicitaria, costituisce una base di partenza condivisa di linee guida di un settore e conferma l’impegno dimostrato dall’industry ad applicare le norme di autoregolamentazione a tutte le piattaforme media, incluso la digital marketing communication. Il documento vuole essere una base di discussione a livello nazionale per individuare se e quali cambiamenti strutturali o procedurali debbano essere posti in essere per ampliare il campo di applicazione autodisciplinare. Ad esempio le definizioni di 'pubblicità' e 'marketing communication' dei vari codici nazionali devono essere coerenti con il 'Consolidated Code of Advertising and Marketing Communication'. Il documento inoltre individua un elenco non esaustivo di digital marketing communication che rientrano nel campo di applicazione dell’autodisciplina e di comunicazioni che ne sono escluse, come ad esempio gli editorial content. L’approvazione delle Best Practice è anche un primo concreto segnale dell’ingresso di Iab Italia in seno alla compagine associativa dello Iap.

 

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