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Gara beni culturali, AssoComunicazione ricorre al Tar

01/12/2008

AssoComunicazione, l’associazione delle imprese di comunicazione che riunisce 185 imprese del settore attive in Italia e che rappresentano circa il 75% del comparto, ha presentato ricorso al Tar del Lazio chiedendo di sospendere il bando di gara indetto dal Ministero per i beni culturali per il servizio di comunicazione e promozione del patrimonio culturale. L’iniziativa segue la risposta arrivata dal ministero all’associazione che ha tuttavia ritenuto “del tutto insufficienti le motivazioni addotte per tentare di giustificare le evidenti illegittimità del bando”.

“Siamo totalmente insoddisfatti - sostiene il vice-presidente di AssoComunicazione Gianna Terzani - delle giustificazioni giunte dal Ministero al quale abbiamo chiesto di astenersi da ogni comportamento che possa pregiudicare la tutela della posizione giuridica dell’associazione e dei suoi associati, fino alla pronuncia del Tar". "Sarebbe di nostro interesse - conclude - che il Ministero ci comunicasse i nominativi dei soggetti che hanno presentato manifestazione di interesse, al fine di poter integrare il contraddittorio anche nei loro confronti”.

Nella missiva il Ministero dei beni culturali ha dato la sua versione sui punti critici oggetto di contestazione, primo fra tutti l’obbligo per il vincitore della gara di assumere a tempo indeterminato 85 lavoratori Lsu senza alcuna clausola per garantire il passaggio del personale al nuovo affidatario. Il Ministero sostiene che l’obbligo di assunzione è, in realtà, a tempo indeterminato ma per la sola durata del mandato, con conseguente risoluzione del rapporto lavorativo alla cessazione del contratto.

Altra questione sottolineata da AssoComunicazione è il numero di personale da assumere (85 lavoratori socialmente utili) ritenuto palesemente sproporzionato per il servizio offerto. Per giustificarlo il Ministero invita l’associazione a considerare le molteplici attività oggetto del servizio e l’esteso ambito territoriale.

Contestato anche l’importo destinato all’aggiudicatario della gara per svolgere le attività e pagare i servizi, inferiore al 30%, dovendo sostenere un onere di oltre il 70% per la retribuzione degli Lsu. Secondo il disciplinare tecnico esecutivo, sostiene il Ministero, l’oggetto del contratto è il supporto alle attività di comunicazione programmate per l’anno 2009 e non le attività specializzate tipiche di un’agenzia di comunicazione. Tuttavia, fanno sapere da AssoComunicazione, nel bando non viene menzionato alcun “supporto” alle attività e i servizi richiesti sono esplicitamente di comunicazione: progettazione, pianificazione su base locale, realizzazione e gestione di eventi e materiali.

L’associazione si era espressa negativamente anche sulla mancanza di dettagli riguardanti il personale Lsu da assumere. Il Ministero risponde che nel bando vengono dettagliatamente indicati l’inquadramento aziendale, il contratto e le mansioni dei lavoratori. Contestato anche l’oggetto dell’appalto che si ridurrebbe a una vera e propria “attività di intermediazione di personale”. Il Ministero risponde che gli obiettivi perseguiti sono chiaramente precisati nel bando, così come le prestazioni richieste, rispetto alle quali l’impiego dei lavoratori socialmente utili costituisce solo un elemento strumentale.


 

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