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La tv generalista cede il passo

12/06/2007

La tv generalista rallenta la corsa a favore delle tv satellitari e del web. E’ questo il principale dato che emerge dalle previsioni 2007 del Centro Studi di AssoComunicazione, diretto da Roberto Binaghi. Da qui, per la prima volta negli ultimi vent’anni, una quota inferiore al 50% appannaggio del piccolo schermo nell’ambito dei ‘grandi mezzi’, con solo lo 0,7% di incremento.

Quasi scontato, per contro, il dirompente sviluppo dei media digitali. Internet in testa, che dovrebbe attestarsi a +41%. Fervono anche gli ‘eventi’ (+12.9%), punta di diamante all’interno delle attività di marketing e comunicazione di relazione, nel complesso a +4,9%.

Per gli investimenti pubblicitari sulla stampa la previsione a fine anno è del +2,2%, con una raccolta leggermente migliore sui quotidiani (+ 2,4%) e la free press in forte progressione (+11,8%). Poco meglio andranno radio (+2,5%) e pubblicità esterna (2,6%), seppur sotto la media del comparto ‘mezzi classici’ (+ 3,3%), trainato appunto dagli investimenti su internet. Stasi assoluta per il cinema (0%), la cui offerta viene ancora percepita come ‘troppo rigida e pacchettizzata’.

Sul fronte degli investitori, nel 2007 l’incremento significativo tra i macro-settori di attività e servizi (+6,1%) è legato alla crescita di telecomunicazioni (+4,5%), finanza ed assicurazioni (+7,3%), distribuzione (+8,2%) ed energia, in vista della liberalizzazione del mercato energetico dal luglio di quest’anno. Sempre lento, invece, il largo consumo (+ 0,7%), che si conferma comparto ormai maturo. Nel tempo libero fanno da traino, anche se con valori assoluti ancora contenuti, il turismo e i viaggi (+ 9,3%), la ristorazione e le attività dedicate allo sport (+ 6,3%).

Complessivamente, a fine anno, il mercato della comunicazione nel nostro Paese supererà i 20 miliardi di euro.

 

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