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Marco Montemagno, cofondatore Codice Internet


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Claudio Cecchetto
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Riuscirà un codice a farci amare internet?

05/09/2008

Costerà in tutto 5 milioni di euro convincere gli italiani ad andare in internet. Questo, infatti, il budget preventivato da ‘Codice Internet’, progetto fondato da Marco Montemagno e Marco Antonio Masieri per divulgare l’utilizzo della rete a tutti. Sfociando per il 2009 nel primo Festival settimanale dedicato al web. Pioniera nel crederci è la città di Milano, dove ieri il progetto è stato presentato e dove l’8 settembre si inaugurerà il primo evento. Un’agenda articolata, ricca di appuntamenti, eventi, incontri e persino kermesse teatrali. Il tutto coordinato dal sito www.codiceinternet.it

In effetti l’ora di fare qualche cosa è giunta. Basta con l’Italia fanalino di coda nelle classifiche internazionali. Da noi ben il 50% delle persone non ha ancora accesso alla rete. Il che non significa che l’altra metà ci stia. In rete, s’intende. Il problema, dunque, è sì in seno alle infrastrutture, ma anche culturale. 

E qui un plauso Milano lo merita. Per il fatto di essere stata una delle prime istituzioni a credere in ‘Codice Internet’, l’8 settembre all’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele prenderà il via il primo evento, ma soprattutto per la ricchezza dei 300 Km di fibra ottica, cui Telecom sta collegando tutti gli edifici, e per la rete di 2.000 siti di proprietà del Comune che garantiscono la possibilità di collegamento. 

Ma torniamo alla classifica e ai motivi culturali che frenano la nostra ascesa. In primo luogo la paura di dire che non si conosce la rete. Ma anche la diffidenza, il timore si tratti di un luogo di perdizione o di un ammasso di invasati di tecnologia. Ancora, perché è difficile. Intanto il mondo va avanti. 2 milioni le mail inviate ogni secondo, 53 i milioni di link giornalieri, 1 milione al secondo gli instant messager. Tanto per rendere le proporzioni. 

Alla stregua di quanto il film di Al Gore ‘Una scomoda verità’ ha fatto per i temi dell’ambiente, ossia divulgare intrattenendo, Codice Interent vuole fare per il web. Ha una programmazione di due anni. Un format complesso, teso alla divulgazione su più piani. Dal pubblico generico alle aziende, dai neofiti ai capaci, dai giovani agli anziani. Verranno coinvolti guru del settore, perché rendano accessibile il loro sapere. Ma anche personaggi noti, di diversa estrazione, che, pur non essendo degli esperti usano la rete. Da Beppe Severgnini ad Antonio di Pietro. da Claudio Cecchetto a Fabrizio Frizzi.

Molti gli eventi
. La settimana del Festival di interent nel 2009, prendendo a modello il Fuori Salone. Ma anche la partecipazione ad eventi di richiamo nei settori più disparati, per penetrare in contesti non tecnologici. Persino manifestazioni teatrali. Un tour. La stessa rete. 

E i costi? Come anticipato, sono stimati nell’ordine dei 5 milioni di euro. Facendo affidamento sul supporto di aziende e istituzioni, ma senza trasformare ‘Codice Internet’ in media,cercando le adesioni di chi desidera essere partenr dell’impresa. Che per partire ha scelto la forma della Srl, con ‘dietro’ solo Montemagno e Masini, ma che in futuro intende diventare Fondazione, vicina al concetto di movimento, potendo contare sul valore della massa critica esercitabile.


 

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