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Rp, mai bene come nel 2007

04/04/2008

Il 2007 si accredita come il miglior anno della storia delle Rp. E il 2008 sembra non voler essere da meno. Complice la complessità della contemporaneità, con la comunicazione a farsi sempre più strategica, ma anche difficile da controllare. Scontrandosi con un individuo protagonista, che vuole esercitare il suo potere facendosi sentire. A sorpresa, gli investimenti dei paesi emergenti crescono addirittura più della loro economia, mostrandosi i primi per capacità di sfruttare le opportunità tecnologiche. A dirlo è l’ultima ricerca internazionale Icco , presentata ieri a Milano. Youmark ne ha chiesto un commento al suo presidente Lou Capozzi, mentre Rosanna D’Antona, vice presidente Assorel, approfondisce le peculiarità italiane. 

Le informazioni provengono da 22 associazioni nazionali di 22 paesi, dei 28 membri. Per tutti un dato certo. Gli investimenti 2007 sono in crescita. Con India, Turchia e emirati Arabi a segnare in media +20%. Al primo posto per valore è il mercato Usa che, a quota 4 miliardi, ha messo a segno un +12%. Seguito per vastità da quello inglese, +17%. Molto bene i paesi dell’Europa del nord che, complessivamente chiudono con un incremento del 16%. Così come altrettanto fa l’Europa dell’est. Mentre quella occidentale si accontenta del 7%. Con l’Italia fanalino di coda, +5%, in testa però a Francia, 2%, e Irlanda 4%. 

Se la crisi economica americana e i suoi influssi sull’intera situazione globale vengono indicati come fattori di freno dell’accelerazione dalla quasi totalità dei paesi, con l’ Europa Orientale e i Paesi emergenti ad aggiungere corruzione e legislazione sfavorevole al mondo economico, gli elementi favorevoli sono diversamente percepiti . 

Per Belgio e Danimarca basilare è l’importanza della reputazione del management. Le riforme più favorevoli del sistema fiscale vengono invece indicate dalla Repubblica Ceca. La stabilità politica dalla Germania, l’incremento nei livelli degli investimenti diretti stranieri da Bulgaria, India e Turchia. La Spagna si concentra sui legami economici e culturali con le regioni in crescita, facendo riferimento all'America Latina. Infine, Austria, Finlandia, Norvegia, Russia, Slovenia, Emirati Arabi Uniti, menzionano la forte economia interna.

Tra i settori, la situazione è differente da paese a paese, seppur si concordi sul nome dei più promettenti: cura della salute e farmaceutica, servizi finanziari e banche, energia, Itc e tecnologie. Con l’Italia ad aggiungere anche viaggi e turismo. 

In merito alle specifiche aree di intervento, la Comunicazione Finanziaria è emersa come fonte di maggiori soddisfazioni nel 2007, seguita da Consumer Marketing/Pubblicità di Prodotto, Healthcare, Gestione della Crisi e Corporate Communication. Con la Csr e le tematiche ambientali a segnare le opportunità del 2008.

Sentito e condiviso è il problema della carenza di talenti, sia junior che senior. Così come troppi Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca) mostrano insoddisfazione per la professionalità dei media locali e per la loro incapacità di capire il ruolo delle Rp. 

Menzionato anche l’eccesso di aspettative da parte dei clienti, che si accompagna all’aumento della concorrenza, rischiando di livellare al ribasso i prezzi delle consulenze. 

A fare paura è anche internet, che da opportunità potrebbe divenire problema per chi non riuscirà ad adattarsi acquisendo capacità specialistiche. 

Infine, il tema dell’internazionalizzazione, che la copertura globale dei nuovi media e il trend irreversibile del processo di globalizzazione rende quanto mai attuale e per il quale il vecchio suggerimento 'think global act local' si dimostra strategia vincente.

 

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