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Casagrande-Bozza/Lowe Pirella Fronzoni: non date la colpa ai creativi

07/03/2008

Partiamo dall’appello perché il viral sia viral. E non il fratello povero dello spot, trasportando in internet il medesimo film studiato per la tv. Ma nemmeno moda, dunque azione solitaria, fine a se stessa. Perché oggi non esiste più il target. Ne esistono tanti, che insieme fanno tutti. E chissà quando anche l’Italia potrà vantare una cultura capace di non fermarsi al ‘convincere all’acquisto’. A tutti i costi. Perdendo per strada un consumatore, che finalmente è persona. Ma ci vuole coraggio. Meglio, fiducia. Per questo alla folgorazione va preferita la conoscenza. Umberto Casagrande e Francesco Bozza, direttori creativi Lowe Pirella Fronzoni, ci raccontano la loro creatività. 

Intanto sgombrando il campo da illusioni. Le meglio campagne nascono dalla conoscenza. Perché da essa dipende la reciproca fiducia, dunque la propositività. Stupendo, facendo accettare l’inaspettato.
Perché la comunicazione poggia sempre su una grande idea da cui prende vita il tutto. Semplice, diretta, diversa. Mai cervellotica. Facendo sì che i diversi media riescano a supportarla. 

Cercando di superare l’empasse italiano di una creatività che stenta decollare. Per mancanza di cultura, coraggio, investimenti. Perché le aziende sono troppo abituate a ragionare in termini di ‘spinta all’acquisto’, perdendo di vista il consumatore persona. Che vorrebbe essere intrattenuto. Piuttosto che allettato con l’onestà di un’offerta oltre ogni aspettativa. 

Ma altrettanto nocivo è anche il voler comunicare a tutti. A una massa che non esiste più. Perché oggi il target è la somma di tante e differenti nicchie. 

Con internet che ha saputo dare forza alla semplicità, insegnando che non serve essere elaborati o costruiti per colpire. Basta  il linguaggio giusto. Di un nuovo mondo, meno leccato e patinato, ma sicuramente più vero.

 

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