Sei in: Youmark > Rubriche > News
rss

Il ruolo dei media, per consumatori e comunicatori

09/01/2008

La modalità con cui i comunicatori diffondo l’informazione non è in linea con il modo in cui i consumatori usano i media. Lo dimostra Media, Myths & Realities, seconda edizione dell’indagine condotta da Ketchum in collaborazione con l’Annenberg Strategic Public Relations Center della University of Southern California.

Il consiglio di familiari e amici è la prima fonte per le decisioni d’acquisto di molti prodotti, dall’elettronica di consumo alle vacanze. In ambito medico e per acquisti di prodotti ad impatto ambientale, invece, si ricorre all’esperto. Ma solo il 24% dei comunicatori ha avviato uno specifico programma di passaparola.

E non è l’unico divario. Diversa è anche la fiducia sui siti web delle aziende. I comunicatori li considerano la strada più efficace per condividere notizie o rilasciare dichiarazioni. I consumatori assegnano loro il sesto e il settimo posto per affidabilità.

Nel dettaglio: 
I consumatori provenienti dai paesi emergenti potrebbero stabilire il passo nell’utilizzo dei media. I consumatori dei paesi appartenenti al BRIC sono tecnologicamente competenti, hanno più accesso ai media via cellulare e ritengono che gli sbocchi mediatici siano credibili, più di quanto pensino gli americani. 

Ad esempio, negli Stati Uniti il 65% dei consumatori afferma di informarsi tramite i maggiori network televisivi, rispetto all’85% in Brasile, il 79% in Russia, il 72% in India e il 60% in Cina. Contemporaneamente, solo i consumatori russi ritengono che le informazioni veicolate dai maggiori network siano meno credibili rispetto a quanto credono i consumatori statunitensi dei loro media. Su una scala da zero a dieci, la credibilità delle notizie trasmesse dai maggiori network raggiunge un punteggio di 7.6 in Brasile, 7.6 in India e 7.4 in Cina. Gli Stati Uniti si posizionano con 6.7 punti e la Russia 6.2.

I consumatori statunitensi sono più scettici su quasi tutti gli sbocchi mediatici.
I consumatori Usa ritengono tutte le fonti mediatiche, ad eccezione dei network via cavo, meno credibili. Nonostante le notizie provenienti dalla televisione locale siano considerate le più affidabili, la loro credibilità è scesa dal 7.4 del 2006 a 6.9, su una scala da zero a dieci. La testimonianza delle celebrità si posiziona all’ultimo posto con 3.7 punti, in discesa rispetto al 4.7 del 2006. Le notizie dai network via cavo hanno raggiunto 6.8 punti, in confronto al 6.4 del 2006.

Le preferenze accordate ai media sono più personalizzate.
Il 22% dei consumatori statunitensi utilizza i siti di social networking - in rialzo rispetto al 17% del 2006 - e il 19% usa blog - anche questi in rialzo rispetto al 13%. Tra i consumatori con un’età superiore ai 55 anni l’utilizzo di blog e social networking è più che raddoppiato. Allo stesso tempo, l’uso della maggior parte degli altri media è diminuito rispetto all’anno precedente.

I motori di ricerca continuano a rappresentare la porta di ingresso alle informazioni, il 60% degli statunitensi, infatti, li utilizza per cercare e selezionare le notizie che vuole ricevere. La propensione alll’utilizzo di media personalizzati è ancora più forte tra i così detti ‘influenti’ (10 - 15% della popolazione che da avvio al cambiamento all’interno della propria comunità o società attraverso una serie di attività), con il 35% di uso di blog e social networking , e il72% di motori di ricerca.



Consigli per i comunicatori:
Trattare il pubblico come fosse formato da gruppi di individui piuttosto che da masse anonime. Aiutare a fornire un contesto, piuttosto che il contenuto. Dare ai consumatori più di quello che stanno cercando. La quantità di apparizioni mediatiche non dovrebbe essere l’unico obiettivo di una campagna. 

Attivare il passaparola e le strategie di search engine optimization. Non a caso, in aggiunta al consiglio di amici e familiari, al primo posto quando si tratta di prendere decisioni, i motori di ricerca (Google, Yahoo, Cadê, Yandex, Baidu, etc.) sono al primo o secondo posto tra tutti i canali mediatici complessivamente usati dai BRIC e al terzo posto negli Stati Uniti tra gli influenti.

Stare in guardia dalle mode passeggere. Essere sempre documentati e aggiornati sulle novità, ma evitare di ricorrere a un’unica tecnica di comunicazione per quanto nuova e affascinante possa essere. Per esempio, l’uso del podcast si sta iscrivendo nel raggio della singola cifra, con l’eccezione dei gruppi di componenti che vanno dai 18 ai 24 anni, dove tale uso è cresciuto dall’8% al 13%.

Il sito web dell’azienda non dovrebbe essere il principale canale scelto per comunicare con gli stakeholders, nonostante consenta ai comunicatori un alto livello di controllo.


 

guarda tutte le News


Giorno Settimana Mese