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Upa: aziende, innovare non ha più il '?'. Agenzie, ci servono idee realistiche e credibili. Decisive

22/03/2012

Il tutto alla luce di una previsione degli investimenti che, correggendo le stime più ottimistiche di inizio anno (parlavano di un -3,7% alla stregue di quanto chiuse il 2011) oggi segnano -5% (d'altronde le aziende investono in comunicazione relativamente a quanto vendono). Eppure Upa è convinta che chi si ferma è perduto. Insomma, innovare diventa indispensabile, necessità. Soprattutto in questo mercato. Tanto che il Summit milanese del prossimo 4-5 luglio si intitola 'Per tempi difficili, voci forti', abbandonando il tono da invito (che con un punto interrogativo sollecitava le aziende a prendere coscienza del cambiamento in atto e a chiedersi se era il caso di cambiare loro stesse) dell’ultimo incontro romano (chissà se anche il ritorno nella Milano della comunicazione è in qualche modo inconfutabile segno) del marzo 2009 (leggi i pezzi che riassumono il primo e il secondo giorno di quel summit). 

Anche perché il peggio per i consumi ha ancora da venire, guardando dritto all’inasprimento della pressione fiscale, con Imu e ulteriore aumento Iva a non avere ancora esercitato il loro effetto sulla spesa degli italiani. Che comunque vanno capiti. Perché cambiano gli stili di vita. Così accanto a settori che flettono, emergono nicchie in crescita. Dunque, serve capacità di analisi, di ricerca, d’ascolto. E se dalle agenzie si pretendono idee credibili, realistiche, rilevanti e decisive, con linguaggi capaci di innovare, dai media ci si aspetta qualità. Ogni contenitore, infatti, ha il suo target. E in tempo di crisi le risorse non vanno disperse. 

Come al microfono di youmark spiega Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa.

 

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