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Il discorso del sindaco di Milano Letizia Moratti
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I sommelier fanno sul serio. Il vino ha bisogno di cultura. E che il Consorzio sia più efficace

30/03/2011

Soprattutto, e ci riferiamo alla domanda di youmark (ascolta l’intervista al presidente Ais Antonello Maietta) circa il cattivo rapporto tra vino e media forse riconducibile ai pochi e sporadici investimenti del comparto in comunicazione, cercando di essere meno politico e più fattivo. Come molti altri Consorzi agroalimentari, vedi, ad esempio, quello del Parmigiano Reggiano che, a detta degli stessi produttori, è riuscito con politiche di sostegno di brand e prezzo a risollevare le sorti del suo business worldwide. Dunque, il tifo oggi va tutto al vino. Così, nonostante la parcellizzazione dell’offerta e le difficoltà del mercato, ieri, a Palazzo Marino (ascolta il discorso del sindaco di Milano Letizia Moratti), l’Associazione Italiana Sommelier, in partnership con la Worldwide Sommelier Association, ha presentato i nuovi progetti e le strategie per la comunicazione e la diffusione del vino italiano. 

Che rappresenta la seconda voce del Pil nazionale, nonostante quello di qualità non superi il 49% dei consumi interni, in calo. Complice la crisi, ma soprattutto la trasformazione dei costumi. Da quasi 37 milioni di ettolitri della fine degli anni Ottanta a meno di 25 milioni, con un decremento di oltre il 30%. 

Tanto che il nuovo motto diventa, allargare il business al mondo (negli Stati Uniti il consumo di vino ha superato, in termini assoluti, il livello di quello italiano - 27,3 milioni di ettolitri -.  In Gran Bretagna, i consumi sono praticamente raddoppiati dal 1990 ad oggi) aumentando la cultura. Perché è la sola a permettere di saper scegliere. Chiedendo nell’intento aiuto pure ai media. Troppo spesso, infatti, il vino viene bistrattato o additato quale pericolo sociale. Ma chi conosce il nettare di Bacco, lo ama e apprezza, sa quando è il momento di smettere.

Non a caso, l’Ais ha messo a punto una strategia a più livelli. Eventi di degustazione in tutto il mondo con il vino italiano protagonista, incontri b2b tra produttori e buyer esteri, implementazione dei corsi per Sommelier all’estero, adozione della propria didattica in tutti i corsi svolti dalle associazioni affiliate a Worldwide Sommelier Association. 

Ricordando che oggi, dopo 46 anni di vita (nacque a Milano il 7 luglio del 1965), l’Ais ha 31 mila iscritti (circa il 30% in più rispetto a 10 anni fa), oltre la metà under 40 e ben 9.100 donne. E’ in tutta Italia e conta 22 associazioni regionali, cui fanno capo 158 delegazioni provinciali, nonché la presenza in 13 nazioni estere (è socio fondatore e membro della Worldwide Sommelier Association)

 

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