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Per Assirm un giro d’affari di quasi 183 milioni di euro, crescita del 17,6%

16/12/2010

Nei primi sei mesi dell’anno l’Assirm, associazione di Istituti di Ricerche di Mercato, Sociali e di Opinione, ha registrato una ripresa del settore delle ricerche. Tradotto in cifre, si parla di 183 milioni di euro circa di fatturato, per un tasso di crescita complessivo del 17,6%, e di un giro d’acquisizioni del valore di 226 milioni di euro, pari al 17% circa di commesse in più rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente.

È quanto emerge dell’indagine congiunturale interna presentata oggi a Milano, svolta su un campione di 36 fra i 45 istituti aderenti all’associazione. L'analisi fa il punto sull’andamento del settore delle ricerche, sulle sue prospettive e sugli sviluppi futuri in rapporto all’evoluzione tecnologica, web in particolare.

Il costante sviluppo del fenomeno internet, infatti, trova riscontro sia nel mondo delle ricerche di mercato sia in quello della pubblicità. Si registra un incremento nell’utilizzo delle ricerche online che crescono del 46% per un valore di oltre 15 milioni di euro. Tra i mezzi pubblicitari, inoltre, aumenta quasi del 21% l’uso del web e si ritaglia così una quota dell’ 8,2% come media pubblicitario.

Per quanto riguarda i metodi di ricerca, le tradizionali ricerche via telefono aumentano del 3,6%
(per un valore di oltre 42 milioni di euro). In aumento anche le interviste personali, svolte sia con il sistema 'carta e penna' (+43%) sia assistite da computer (oltre il 37%), che mobilitano oltre 57 milioni di fatturato di cui la maggior parte effettuata con computer. In calo invece le ricerche condotte via posta per mezzo di moduli autocompilati.

In fatto di tipologia della ricerca, i dati raccolti mostrano che nell’ambito delle ricerche
quantitative, nel primo semestre 2010, si registra una preferenza per le ricerche ‘spot’ (+29%), e per le indagini continuative, che rilevano dati con frequenza periodica (+23%). Per contro, si attestano su valori percentuali negativi i sondaggi elettorali o di opinione e le indagini omnibus, che si rivolgono a campioni rappresentativi della popolazione italiana (rispettivamente -9,6% e -17,3%).

Nel confronto fra il primo semestre 2009 e il primo semestre 2010, le ricerche qualitative vedono la diminuzione della sole indagini motivazionali/individuali in profondità (-18%) mentre
crescono i focus group (+12,2%), i focus e le individuali online (+2,3%). Va rilevato il dato relativo ad altre forme di indagine qualitativa (semiologia, etnografia, tecniche di osservazione varie), che crescono del 49,3%.

 

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