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Unione dell'innovazione, guarda cosa può fare una sfera

12/10/2010

Trasformare le idee in occupazione, crescita e progresso sociale. Con questi obiettivi nasce il programma della Commissione europea 'Unione dell'innovazione', finalizzato a concentrare gli interventi dell'Europa - e la cooperazione con i paesi terzi - in ambiti che includono i cambiamenti climatici, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e alimentare, la salute e l'invecchiamento della popolazione. 

Il progetto intende utilizzare gli interventi pubblici per stimolare il settore privato e rimuovere gli ostacoli che impediscono alle idee di raggiungere il mercato. Si tratta, ad esempio, di ovviare a problemi come la mancanza di finanziamenti, la frammentazione dei sistemi di ricerca e dei mercati, lo scarso utilizzo degli appalti pubblici nel campo dell'innovazione e la lentezza nella definizione delle norme. L'Unione dell'innovazione è una delle iniziative faro della strategia Europa 2020. 

Spiegano Máire Geoghegan-Quinn, commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza, e il vice presidente Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria: "L'Europa che sta uscendo dalla crisi deve fare i conti con una fortissima concorrenza a livello mondiale e, in questo contesto, innovare riveste carattere di urgenza. Se non riusciremo a trasformare l'Europa in un'Unione dell'innovazione, infatti, le nostre economie saranno destinate al declino, con conseguente perdita di talenti e idee. L'innovazione è la chiave per una crescita sostenibile e una società più giusta ed ecologica. Un cambiamento profondo nella capacità di innovazione dell'Europa è il solo modo per creare posti di lavoro stabili e ben retribuiti che possano resistere alla pressione della globalizzazione". 

I partenariati europei per l'innovazione puntano a coinvolgere i soggetti interessati - a livello europeo, nazionale e regionale, pubblico e privato - per conseguire obiettivi ben definiti in settori che uniscano la capacità di affrontare sfide per la società e le potenzialità dell'Europa di affermarsi come leader mondiale. In particolare, i partenariati consentiranno di dare impulso alla R&S, coordinare gli investimenti, accelerare la normalizzazione e stimolare la domanda. 

La Commissione erogherà finanziamenti propri per attirarne altri, più cospicui, da tutti i soggetti interessati. All'inizio del 2011 sarà avviato un partenariato pilota su come invecchiare mantenendosi attivi e in salute, con l'obiettivo di prolungare (di due anni entro il 2020) il periodo di vita in cui godiamo di buona salute. A questo seguiranno altri partenariati in settori quali l'energia, le 'città intelligenti' e la mobilità, l'efficienza idrica, le materie prime non energetiche e l'agricoltura produttiva e sostenibile. 

Per dare impulso all'innovazione, sarà necessario rivedere il quadro normativo in materia di finanziamenti strutturali e aiuti di Stato. La Commissione coopererà con gli Stati membri al fine di garantire un migliore utilizzo degli 86 miliardi di euro dei Fondi strutturali desinati alla ricerca e all'innovazione nel periodo 2007-2013 e proporrà per il periodo successivo al 2013 un regime dei Fondi strutturali maggiormente incentrato sull'innovazione. Nel 2011 infine verrà rivisto il quadro sugli aiuti di Stato. 

Il programma 'Unione per l'innovazione' sarà esaminato nell'ambito del Consiglio concorrenza di oggi e nel Consiglio europeo di dicembre. Il suo stato di avanzamento verrà monitorato nell'ambito della gestione della strategia Europa 2020. Una convenzione annuale sull'innovazione farà il punto sul suo avanzamento. 

La campagna a supporto è dell'agenzia Emakina (Bruxelles, Belgio). Direttore creativo Nicolas Jandrain.
 

 

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