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Milano, un quadro vivente sulla facciata di Palazzo Marino

19/02/2009

Quattro ballerine si calano a Milano dal tetto di Palazzo Marino per danzare sulla facciata. È l’omaggio che la danza vuol rendere al Futurismo del quale, quest’anno, si festeggiano i cento anni.

Si terrà venerdì 20 febbraio, alle 12, alle 15 e alle 21, in piazza Scala, lo spettacolo 'La città che sale - Réfléxion de façade' voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con la presidenza del Consiglio comunale in occasione delle celebrazioni dei cento anni del Futurismo.

I ballerini della compagnia francese Retouramont si esibiranno in una performance di trenta minuti studiata ad hoc. Un lavoro di danza verticale che si ispira al quadro di Umberto Boccioni ‘La città che sale’ del 1910, che dà il titolo alla performance e che suggerisce una sfida alla gravità e alla fatica umana.

Arrivate a Milano una settimana fa, le danzatrici hanno iniziato a lavorare sulla facciata di Palazzo Marino dando vita a un progetto che ha ottenuto parere favorevole dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici. L’area davanti a Palazzo Marino verrà transennata per garantire la sicurezza del pubblico, mentre le strutture utilizzate dalle danzatrici, che indosseranno speciali calzature, sono state collaudate e certificate.

La compagnia di danza Retouramont nasce nei primi anni ‘90 da un’idea di due giovani ballerini e coreografi, Genevieve Mazin e Fabrice Guillot, entrambi di formazione classica e contemporanea. Entrambi hanno alle spalle esperienze varie come l’aver danzato con Roc in Lichen, la formazione di danza verticale nota anche in Italia. Prima di Milano, dove la direzione artistica dell’evento è curata da Maria Luisa Buzzi, la compagnia si è esibita anche a Mont Saint Michel, sulla Cattedrale di Istanbul, Parigi e Bologna.

“Non rappresenteremo dei personaggi, desideriamo che il pubblico si identifichi con noi, nel nostro correre sospese sulla facciata", ha spiegato Mazin in occasione della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta nel capoluogo lombardo. "Tracceremo nuove linee orizzontali e verticali alle quali daremo vita e dinamismo, due concetti cari al movimento futurista. Creeremo nuove prospettive per ricercare un’architettura all’interno dell’architettura, delle linee che vadano al di là di quelle esistenti. L’alto e il basso, l’apparizione e la sparizione. Correremo sul muro come donne stressate, accompagnate da un universo sonoro oscillante tra ritmi veloci e tempi sospesi. Certi suoni potranno sembrare sfregamenti di passi sulla pietra. Ma noi vogliamo innanzitutto che sia un momento di leggerezza, poesia, e che il pubblico torni a casa avendo sognato un po'“.

 

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