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Fumagalli/Candy: una gara seguendo l'Upa. Ma non andremo in Brasile a discutere con l'agenzia

10/03/2011

Piatto ricco mi ci ficco. Come anticipato ieri, le gare Candy sembrano attrattive. Incrementano di 15 i 40 milioni di euro di budget globale di comunicazione 2010, con il grosso in Russia e Cina. Come lo stesso Aldo Fumagalli, presidente Candy Group, al nostro microfono precisa, non si tratterà di pitch ‘AssoComunicazione oriented’ volendo attenersi a quanto suggerito da Upa (da sottolineare comunque che le indicazioni AssoComunicazione e Upa sono pressoché simili, invitando Upa, nella sua 'guida alle agenzie di pubblicità', gli associati che decidono di indire una gara a coinvolgere un numero limitato di partecipanti, indicativamente massimo cinque o sei, così come una correttezza viene definito un eventuale rimborso spese). Lascia ben sperare, invece, la volontà di scegliere realtà italiane (“non andremo certo in Brasile a discutere con l’agenzia”). Certamente con vocazione internazionale, altrettanto sicuramente capaci di ragionare strategico. Perché il fine è decidere le linee guida per le due marche Hoover e Candy, non certo le singole campagne. 

Altro elemento, l’integrazione. La ricerca, infatti, mira a soddisfare potenzialmente ogni esigenza di comunicazione, dalle rp al web, dall’advertising (Fumagalli dice che lo spot a firma Hi! communication già parla del futuro) al punto vendita. Anche se, si precisa, quando c’è la strategia chiara il resto viene da sé, lasciando intendere che il presupposto di riuscire a realizzare tutto al proprio interno non sarà fattore determinante nella scelta dei vincitori (che poi potrebbe essere anche una sola agenzia per le due marche, come off the record ci precisa Gianfranco Palma, head of European markets Candy Group) . 

Sul fronte del business, Candy Group si lascia alle spalle un 2010 a +4%, grazie alla strategia di apertura a Cina, Russia, Turchia, intrapresa tre anni fa. Nel 2011, peraltro, verranno investiti 31 milioni di euro nel nuovo stabilimento cinese per le lavabiancherie Candy Jinling (Fumagalli, comunque, tiene a sottolineare che Brugherio non si tocca), progettato per realizzare 2 milioni di lavatrici (a carico dall’alto, tipiche del mercato asiatico, e frontale) già nel 2014 (operatività dal 2012), così da attaccare un contesto che vale 18 milioni di pezzi, di cui oggi solo 3 milioni frontali, dunque potenzialmente appetibile. 

Avvertendo che il contenimento dei costi, reso possibile anche dalla diminuzione del costo delle materie prime, non sarà altrettanto perseguibile, essendosi invertito il trend. Così, si anticipa già l’aumento dei prezzi a sostegno delle nuove produzioni (il 2011 è iniziato fiacco, appena 0,1% la crescita registrata nei 2 mesi d’esordio, con previsioni per l’Europa di una chiusura a volume a +4%), in cui l’azienda crede non poco. 

Nell’ambito del freddo sia Candy che Hoover saranno le prime a lanciare sul mercato l’innovazione della categoria A+++ (i nuovi frigo costeranno sui 350 euro in più dei loro predecessori, a circa 800 euro cadauno). Significa risparmi energetici del 57% con una tonnellata di emissioni di Co2 in meno in 10 anni. 

Sul fronte dell’aspirazione, si conferma la leadership europea di Hoover e si punta sugli ultimi due nati, fortemente focalizzati sul mercato italiano. Robo.com (prezzo di vendita 499 euro), il robot che pulisce casa da solo e che parla, e Diva, la scopa elettrica che è sistema tutto in uno, dagli accessori al tubo flessibile.

 

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